Film – Anteprima “A passo d’uomo”

Sarà nelle sale italiane a partire solo dal 19 ottobre ma noi, grazie a Wanted, l’abbiamo visto in anteprima per voi. A passo d’uomo, che sarà la pellicola d’apertura del Trento Film Festival 2023 ed è patrocinato dal CAI, è tratto dall’omonimo libro autobiografico di Sylvain Tesson (Sur les chemins noirs, 2016, in Italia pubblicato da Sellerio). Chi conosce Sylvain Tesson non può non amarlo. In un mondo di finzioni e omologazione Sylvain incarna la libertà che resiste, contro tutto e tutti, che non si lascia addomesticare.

Se molti lo ricordano al fianco di Vincent Munier per La Pantera delle nevi (premiato miglior film a Trento nel 2022 e grande successo italiano per pubblico e critica, che anche noi abbiamo adorato), Tesson è molto più di questo e il film ce lo racconta in modo perfetto. Interpretato magistralmente da Jean Dujardin (premio Oscar per The Artist) nei panni dello scrittore, la trama parte – con una sovrapposizione di piani cronologici – dopo un brutto incidente, che trascina il protagonista in coma. Al suo risveglio, menomato nel fisico, Pierre (Dujardin) non vuole arrendersi a una vita/non vita e si ripromette di guarire e affrontare un tortuoso viaggio in solitaria a piedi attraverso la Francia.

Potrebbe sembrare da questa sintetica trama un film scontato, la consueta rivincita di un eroe ma non è così. Pierre Dujardin è quanto di più lontano possa esserci dal classico eroe: cercherà di “scomparire nel paesaggio”, lungo i sentieri neri del titolo originale, sentieri lontani dalle strade battute, in cui gli uomini “non hanno ancora ucciso gli dei e gli animali selvatici”. Scomparire è “comandare, non essere comandati”, è essere liberi. I “sentieri neri” sono “illegali”, popolati da un’umanità che vive ai confini della società, povera, trascurata ma ancora viva, e “irreali”, dai confini spesso incerti. Il camminare, spesso con dolore e fatica, è l’atto rivoluzionario di chi cerca di riconquistare il proprio corpo e i rapporti umani che ha sacrificato per troppo egoismo e narcisismo. Seguendo il proprio passo torneranno i ricordi, le persone amate, i fantasmi delle persone care perdute per sempre.

Un viaggio interiore di riscoperta ma anche un’accusa contro un mondo dominato unicamente dalle esigenze degli esseri umani, una sfida all’antropocene, la riscoperta della vera natura umana ormai intollerabile alla capitalista società della globalizzazione.

Prof. Gip. Barbatus

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