La ragazza che salva le farfalle – Intervista a Clarissa Puccioni

Vi abbiamo parlato la settimana scorsa di questo bel progetto della ONG World Sustainability Organization e di Friend of the Earth legato al censimento globale di farfalle e falene QUI. Un’iniziativa di Citizen Science decisamente utile dove con un semplice messaggio su whatsapp con la foto di una farfalla potete contribuire ai progetti di salvaguardia dei loro ecosistemi.

Abbiamo sentito la persona che c’è all’altro capo del telefono e che vi risponde dal Madagascar! La responsabile del progetto Clarissa Puccioni.

– Ciao Clarissa, vuoi cominciare raccontandoci quale è stato il percorso che ti ha portato in Madagascar e al Global Butterfly Census Program?

Ciao, sì, io sono sempre stata attiva fin da giovanissima nel volontariato su progetti di conservazione di rettili e anfibi. Poi ho studiato Scienze Naturali tra Pisa e Firenze. In Madagascar ci sono finita grazie alla possibilità di uno stage, un progetto sui lemuri da riabilitare in natura; non potevo perdere un’occasione così e mi sono buttata. Nel frattempo è arrivato quasi per caso il mio coinvolgimento nel censimento. Sapevo di questo progetto, io ho sempre avuto una passione per farfalle e falene e a maggio del 2021 per contribuire al suo sviluppo ho contattato la ONG a seguito di un avvistamento di una Zerynthia cassandra, una specie endemica italiana che solo pochi anni fa nel 2010 si è rivelata distinta dalla Zerynthia polyxena che vive nel resto d’Europa. Abbiamo cominciato così a collaborare e dopo poco mi hanno offerto di coordinare il progetto.

Ci siamo conosciuti quindi per la foto di una farfalla e ora il mio lavoro è ricevere le vostre di foto! Fortunatamente ho un’ottima collaboratrice, Giulia, che mi aiuta; stiamo ricevendo tantissime foto e da sola sarebbe impossibile…

– Sta avendo successo quindi il censimento? Ci sono stati avvistamenti particolari?

Ad oggi dal gennaio 2021 sono arrivate circa 1350 foto di 574 specie diverse e da 28 paesi. Alcuni avvistamenti sono stati veramente preziosi al nostro progetto di monitoraggio. Tra gli avvistamenti per esempio specie sono presenti nel Manuale per il monitoraggio di specie e habitat di interesse comunitario (Direttiva 92/43/CEE)

Abbiamo ricevuto immagini della Danaus plexippus, la farfalla Monarca Nordamericana che compie ogni anno un viaggio incredibile di migliaia di chilometri per andare a svernare in California. Uno spettacolo incredibile che vedeva fino a due decenni fa milioni di bellissime farfalle giungere sui rami degli alberilungo la costa. Oggi nelle stesse zone sono stati contati circa duemila individui. Un crollo del 99% rispetto agli anni passati. Una situazione drammatica questa. Poi sono arrivate immagini di bellissime Troides helena e Troides brookiana minacciate perché catturate per essere vendute.

Poi arrivano anche sorprese piacevoli fortunatamente come un recente avvistamento di Melitaea phoebe in una zona della Lombardia in cui è considerata vulnerabile.

– Perché è importante supportare questo progetto e inviarti le foto?

E’ dimostrato che questo tipo di attività sono utilissime ai ricercatori. Senza per mancanza di fondi e difficoltà logistiche non avremmo mai la possibilità di avere delle informazioni che ci aiutano a proteggere la natura. In più è molto divertente e soprattutto coinvolgendo i bambini si può avere la speranza di crescere generazioni più attente ed empatiche con la natura.

– Che altre cose stai seguendo in Madagascar? Com’è vivere lì?

Sto facendo un lavoro sui lemuri della specie Indri nella Foresta di Maromizaha, un progetto congiunto tra l’Università di Torino e la WSO. Un’esperienza straordinaria. 

Il Madagascar è un paese molto particolare, curioso. Da veramente l’impressione di essere un mondo, un continente a sé sospeso tra Africa e Asia. La cosa più difficile da italiana è la comunicazione con la comunità locale, devi riuscire piano piano a conquistare la loro fiducia. Mi aiuta il mio compagno che è malgascio ma è una cosa a comunque graduale. Una volta che entri in sintonia con loro poi diventa tutto molto più fluido, tranquillo. Non so come spiegare… nelle relazioni loro si fanno molti meno problemi di noi, è tutto più sincero.

E’ un paese veramente bellissimo con una natura straordinaria ma purtroppo con moltissimi problemi: una crescita della deforestazione impressionante, estrazioni minerarie indiscriminate, traffico illegale di animali…

– Torni in Italia ogni tanto? Hai qualche progetto anche qui?

Sì quando riesco certo torno dalla mia famiglia. Nel breve mi accontenterò di essere a Pistoia “in remoto” il 26 marzo alla Casa delle Farfalle Collodi. Abbiamo organizzato un convegno sulla conservazione delle farfalle dove farò un mio intervento. Ci sarà anche una sezione tutta dedicata ai bimbi.

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