Tra gli elusivi uccelli crepuscolari, il più elegante e misterioso è certamente il succiacapre. Inafferrabile, praticamente invisibile, con una preferenza per gli habitat ecotonali ai margini delle foreste o lungo tratti ripariali di terreni e corsi d’acqua caratterizzati da marcate condizioni xerotermiche, raramente entra in contatto con l’uomo. E questo, unito al fascino del suo incredibili mimetismo e al suo churring, il particolarissimo trillo che emette, ha da sempre alimentato il mito di un uccello demoniaco, ctonio, dalle abitudini di vampiro.

Lo straordinario mimetismo del succiacapre, qui con un pullo (foto di Tim Melling)
Marco Mastrorilli, scrittore e ornitologo specializzato in rapaci notturni, forte di una passione ultratrentennale per il succiacapre e di un assidua attività sul campo, ci regala una monografia integralmente dedicata a questo splendido caprimulgide, con l’ambizione di farne il primo punto di riferimento in lingua italiana (se guardiamo in ottica internazionale non possiamo non consigliarvi lo straordinario e recente Nigthjars of the world di Nigel Cleere).

Marco parte raccontando le affascinanti leggende che circondano il succiacapre da secoli, a partire dal curioso nome, per poi addentrarsi nei complessi problemi di filogenesi che accompagnano la specie e quindi analizzarne fisiologia e morfologia.
Eccezionale capacità criptica, occhi grandi come adattamento alla vita crepuscolare e notturna, becco altamente specializzato, apertura boccale estremamente ampia per la cattura in volo di insetti, lingua ricoperta da numerose strutture simili a squame, setole rictali ai lati del becco… un vero e proprio miracolo evolutivo.

La straordinaria capacità di apertura boccale del succiacapre in una immagine scattata durante una sessione di inanellamento (foto di Raffaele Gemmato)
Spaziando dal succiacapre euro-asiatico nelle sue diverse sottospecie al succiacapre collorosso, dal succiacapre isabellino al succiacapre sparviero, l’autore ci mostra i diversi habitat e gli areali di distribuzione di questo straordinario migratore, soffermandosi anche su alcune curiosità (avevate mai sentito parlare prima delle sorprendenti interazioni tra il succiacapre collorosso e le formiche legionarie in Spagna, che causano addirittura in rari casi l’amputazione di alcune falangi all’uccello? Avevate mai sentito parlare del misterioso caso del succiacapre di Vaurie raccolto nel 1929 nello Xingjang?)
Grazie a una veste grafica molto curata, un ricchissimo apparato iconografico (interessantissime le comparazioni tra i piumaggi) e una scrittura precisa ma accessibile, Il succiacapre di Marco Mastrorilli si appresta a diventare un classico del genere, consigliatissimo per birdwatchers o semplici appassionati di avifauna.
Lo potete acquistare direttamente dal sito di Marco Mastrorilli e, per tutti gli Animaltrippers, c’è un’offerta speciale!

Prof. Gip. Barbatus
