Diari – Un biologo “on the road” in Vietnam tra i primati più belli del mondo: i langur

Torniamo a incrociare la strada di Alessandro nel suo viaggiare che non conosce conclusione, come succede per i veri viaggiatori. Lo avevamo lasciato in Oceania, tra Queensland e Western Australia, lo ritroviamo nel Sud Est asiatico, in Vietnam

Questo blog resta un rifugio di pensieri ma non solo, anche un bel luogo dove poter scrivere e avere l’onore, oggi, di essere un partner di Animal Blog. Sempre bello tornare a scrivere per voi. Vi ricordate di me? Sono Alessandro Tringale, biologo naturalista, conservazionista, fotografo naturalista e documentarista. Scrivo da dove tutto è iniziato, un viaggio immaginato nella mia testa diventato una realtà, concretamente una sosta prima di un altro grosso viaggio che sto preparando. Mi trovo in Vietnam e – devo dirvi la verità – ho letteralmente sottovalutato il Vietnam.

Ero andato lì con un programma di lungo periodo per riposarmi dai viaggi precedenti in altre parte del Sud Est asiatico, senza troppe aspettative. Avevo scelto come base Da Nang, città in fortissima espansione tra la ruggente capitale finanziaria Saigon e la capitale dello stato, nonché sede governativa, Hanoi. Pensavo di trascorrere il tempo portando avanti lavori lasciati indietro, fare un po’ di recap, rielaborazione, insomma… logistica. Iniziando però a parlare e conoscere qualche local, mi viene suggerito di visitare il vicino parco nazionale di Son Tra, proprio nella penisola di fronte alla città. Facendo qualche ricerca, scopro che proprio in quella penisola si trovano famiglie stabili di langur, il duca dalle gambe rosse (Pygathrix nemaeus), una delle specie di primate più bella del mondo. Ovviamente prendo una guida per andare a cercare queste bellissime scimmie e già dal primo giorno ne incontro alcune… da molto vicino.

Queste famiglie sono 100% wild e altamente protette (ma qui ci sarebbe da discutere ma ci arriveremo in un prossimo articolo) e non hanno interazioni dirette con gli umani. I langur “rossi” sono specie di per sé molto timida, ma l’alta presenza umana, soprattutto di fotografi naturalisti locali, ha reso alcuni di loro un po’ più confidenti. Il langur dalle gambe rosse è una specie classificata come fortemente a rischio, con soli 1200 esemplari in natura e popolazioni sparse a macchina di leopardo tra Cambogia, Laos e Vietnam. Proprio in Vietnam, proprio a Da Nang, si trova lo spot migliore dove poterli ammirare (è difficile. Quasi impossibile vederli altrove). Questa specie, come tutti i primati, forma gruppi gregari con solitamente un maschio adulto e un harem di femmine. A circa 4 anni, i piccoli iniziano a ricevere meno cure ed attenzioni da parte dei genitori, un chiaro segnale chiaro per dire loro di cavarsela da soli. I maschi in età semi-adulta, quindi a circa 5 o 6 anni, formano gruppi chiamati “bachelor”, dove imparano a sopravvivere insieme in attesa di un probabile incontro e successivo accoppiamento con una femmina con cui costruire una famiglia.

Nell’isola di Da Nang vivono stabilmente circa 500 esemplari di langur dalle gambe rosse, nonostante una massiccia e disturbante presenza militare (in Vietnam, purtroppo, isole o parchi nazionali vengono spesso usate come basi militari). Fatto sta che l’alta presenza di turisti e il pressing dei locals ha dato una stretta al consumo del territorio che fa gola alle multinazionali per la bellezza dei paesaggi per costruirci resorts o business di ogni tipo (di riflesso anche la conservazione della specie vede una certa stabilità). La penisola di Son Tra non è particolarmente estesa, ha un’area di soli 62 km2, quindi una deturpazione del territorio sarebbe devastante per la specie.

Oltre ai langur, vivono in questo paradiso terrestre sempre a rischio anche diverse specie di rettili, anfibi e mammiferi – come il pangolino e il lori lento. Esiste anche una specie gemella del langur dalle gambe rosse ovvero il duca dalle gambe grigie (Pygathrix cinerea),  identica dal punto di vista somatico, con la differenza che le gambe non sono rosse ma  di colore grigio, come tutto il corpo. Per qualche motivo, un processo di speciazione ha portato le due popolazioni ad isolarsi e questa specie trova il suo habitat a 20, 25 km di distanza (purtroppo non ho avuto modo di avvistarla).

Ma fortuna e determinazione hanno voluto premiarmi in altro modo! Spostandoci più a sud (non dirò dove per tutelare questa specie ancora più a rischio), con la giusta guida local è possibile osservare il langur dalle gambe nere (Pygathrix nigripes), altro primate di assoluta bellezza e ancora più raro ed elusivo.

Di questa specie non ho molte informazioni ma è stato estremamente difficile vederla, sia per la grandezza dell’areale, sia per la loro “prudenza” (al minimo segno di presenza umana generalmente si dilegua nel fitto della foresta). Ho passato una notte in autobus, dormito pochissimo e guidato per più di 5 ore uno scooter solo per vederli. La prima mezza giornata è stata un disastro: nessun avvistamento, poi una famiglia ma davvero molto molto lontana da noi per poter essere apprezzata. Poi finalmente, andando avanti e indietro per il parco, all’improvviso, abbiamo scorto una famiglia di langur dalle gambe nere tra gli alberi vicino alla strada. Avendo visto in anticipo alcuni movimenti, ci siamo fermati cercando di fare meno rumore possibile per non essere visti… Tutto inutile, il maschio alfa ci vede e fa passare avanti tutti gli altri del gruppo, che spariscono in pochi secondi saltando da ramo a ramo. Ma l’enorme maschio alfa ci dà la possibilità di qualche scatto mentre ci controlla da buon capo gruppo qual è.

Colori e possenza che a stento credevo di riuscire a vedere in vita mia: sembrava un sogno. Simile a noi umani, di taglia solo leggermente inferiore ad un gorilla, ma con una massa nettamente inferiore, il maschio alfa potrebbe competere con il nostro cugino Silverback. Dalle informazioni raccolte, questa specie non se la passa meglio del duca dalle gambe rosse, pur essendo altrettanto protetta. Alle solite cause di declino – perdita di habitat in primis – si aggiungono caccia illegale e mercato nero di animali esotici, che i local ferocemente stanno cercando di combattere. Fortunatamente ho incontrato una spiccata sensibilità tra i Vietnamiti in generale: sono storicamente molto patriottici e tengono molto alla loro nazione e al loro patrimonio naturalistico.

Sta crescendo un senso di responsabilità nei confronti di una nazione che vuole crescere ma tenere a bada un governo che non ascolta il popolo ed è manovrato da potenti capitalisti che spesso sono coinvolti in casi di corruzione o abuso di potere. Come in ogni parte del mondo, la natura e i nostri fratelli animali – e i fragili in generale – sono i primi a pagare il prezzo della disonestà di certi individui. I diversi langur per i vietnamiti e per il Vietnam hanno un alto valore in termini di biodiversità ed ecosistema: cibandosi di frutti e semi, sono importanti per il sistema di impollinazione e diffusione dei semi,  se dovessero sparire, anche le specie vegetali che sopravvivono grazie a loro declinerebbero. Non è difficile intervenire… basterebbe solo tutelare fauna e flora!

Nel nord del Vietnam esistono molte altre specie di primati e di animali in generale che purtroppo non sono riuscito a incontrare… ma tornerò a breve in Vietnam per un lungo periodo e ci riproverò.

Ma tempo al tempo… Ci sentiamo presto e la prossima volta dove vi porterò in Nepal!

Avete delle domande, delle curiosità o volte informazioni più precise? La mia pagina Instagram è @alextringhy

Testo e foto di Alessandro Tringale, biologo e fotografo naturalista

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