Interviste – Manuel Chiacchiararelli si racconta ad Animal Trip: dal progetto Wandering Italia alla fotografia naturalistica in Svezia

Un italiano in Svezia e una scelta importante e coraggiosa fatta due anni fa che lo ha portato a inseguire le sue passioni, scrivere e fotografare; la lotta contro la depressione; un sogno tirato fuori dal cassetto che lo porta ad attraversare a piedi, e in solitaria, mezza Italia; e poi ancora il suo amore per la Natura e il nuovo progetto per far conoscere la wildlife svedese

Manuel, benvenuto su Animal Trip, mi sa che hai un bel po’ di cose da raccontarci…Da dove vuoi iniziare?

Ciao Luca, e grazie!

Beh, è un po’ un casino ma cerchiamo di fare un po’ d’ordine.

Prima di tutto mi presento, sono Manuel Chiacchiararelli, 43enne di Roma ma da 18 anni residente in Scandinavia, prima a Copenhagen e adesso, da dieci anni ormai, a Malmö, in Svezia. Probabilmente sarei stato uno dei tanti se, due anni fa, non avessi fatto una scelta importante, drastica. Proprio nel momento in cui sarei dovuto diventare ancora più responsabile, ho fatto invece la scelta più irresponsabile possibile: con una famiglia a cui badare, ho deciso di mollare il lavoro per inseguire le mie passioni.

E perché?

Perché stavo morendo, lentamente, giorno dopo giorno, affondando nella più buia e bastarda depressione. E quando hai una figlia di appena qualche mese in braccio, e nello stesso tempo senti che la tua vita non ha senso, beh forse è giunto il momento che ti fai delle domande e ti dai delle risposte.

Vedi, Lara, mia figlia  che oggi ha due anni e mezzo, mi ha cambiato la vita nel vero senso della parola, perché grazie a lei ho deciso, finalmente, di riprendere in mano la mia esistenza: quando mi sono reso conto che non avevo niente da offrirle, da insegnarle; quando mi sono reso conto che, per la sola sicurezza economica, la avrei costretta a crescere con un padre infelice, insoddisfatto, represso e depresso; quando ho realizzato che, malgrado lei, la mia vita non aveva senso e facevo strani pensieri, allora ho deciso che forse dovevo rivedere la scala dei miei valori. Volevo veramente far crescere Lara in quella situazione? No, perché mia figlia si merita il meglio, si merita un padre felice, non un padre ricco.

Così, dopo anche aver anche avuto un attacco di panico al lavoro, quando ho realizzato che lo stress mi avrebbe ucciso, mi sono chiuso la porta dietro e ho deciso di cambiare vita. E fare quello che amo veramente: scrivere, fotografare, essere a contatto con la natura

E poi che è successo?

Il primo periodo è stato duro, proprio perché stavo combattendo contro la depressione, malattia che ho superato mesi dopo grazie all’appoggio della mia famiglia e senza l’aiuto di antidepressivi. Mi sono buttato a capofitto nel mio progetto, inerro.land: “inerro” in latino significa vagabondare, errare, e ho scelto questo nome perché penso che rispecchi perfettamente la mia vita, il mio vagare in cento posti e mille lavori  diversi, cercando una dimensione, un compromesso con una vita “normale” che non riuscivo ad accettare.

Vedi, la società ha già spianato la strada per noi, ha messo i paletti, e non le importa della tua felicità, della tua soddisfazione personale: no, devi seguire il percorso, lavorare – e non importa quale lavoro fai – e stare zitto. Io penso che la vita è il bene più prezioso che abbiamo, e non andrebbe sprecato; la vita è una, la vita è nostra! Non dovremmo forse cercare di riempirla di quello che vogliamo e amiamo veramente? Ecco perché ho deciso di seguire le mie passioni, i miei sogni, andando contro gli insegnamenti ricevuti, per essere d’esempio a mia figlia e insegnarle che la ricerca della propria felicità e il raggiungimento dei propri obiettivi è e deve essere la principale ragione di vita.

Ecco, hai parlato di sogni. Tu ne avevi uno importante e hai deciso di provare a realizzarlo, vero? Raccontaci di cosa si tratta.

Ecco: nel ’95, mi pare, lessi del progetto del CAI di unire, in un unico tracciato, una miriade di sentieri italiani per creare il Sentiero Italia, il trekking più lungo del mondo, 6166 km dalla Sardegna alle Alpi. All’epoca, già appassionato di montagna e natura, pensai che sarebbe stato un sogno percorrere quel sentiero, ma poi la vita normale ti porta a fare altre cose, non c’è tempo per i sogni.

Ma adesso che ero finalmente libero, cosa mi impediva di provare a realizzarlo?

Così, nell’estate del 2017, è nato il progetto Wandering Italia: partire dal confine tra Lazio, Abruzzo e Molise, risalire tutta la dorsale Appenninica fino alla Liguria, per poi attraversare l’arco Alpino e raggiungere Trieste. 120 giorni in solitaria, per una distanza di circa 3500 km e 200.000 metri circa di dislivelli attivi.

Dopo mesi e mesi di preparazione fisica, mentale e logistica, il 14 maggio 2018 sono partito da Settefrati (FR) per questa avventura.

E come è andata?

Alla grande anche se, te lo dico subito, non sono riuscito ad arrivare a Trieste, ma mi sono dovuto fermare sul Monviso, dopo “solo” 52 giorni e 1550 km, per problemi fisici: le due placche di metallo da 6 e 15 cm che ho nella gamba destra non hanno retto allo sforzo e ho dovuto rinunciare.

Ma non ci sono rimpianti, anzi, è stata un’esperienza unica, meravigliosa, che mi ha fatto crescere molto e che mi ha donato ricordi indimenticabili: ho attraversato luoghi e paesaggi fantastici, ho incontrato persone eccezionali che mi hanno aiutato e dato tanto, ho avuto meravigliosi incontri con la fauna selvatica, ho dovuto superare difficoltà che una volta credevo insormontabili e ho affrontato la solitudine e imparato a conoscere me stesso. E non è poco.

Tu sei un fotografo, immagino quindi che abbia voluto documentare questa avventura.

Si, a differenza di quanto molti consigliano, ossia di alleggerire il peso dello zaino il più possibile, io ho deciso di appesantirlo con l’extra carico della mia attrezzatura fotografica, e invece dei 15 kg consigliati, sono partito con 25 kg sulle spalle. Ma non potevo perdermi un’occasione del genere: avevo deciso di attraversare e scoprire le montagne più belle della nostra penisola, i parchi, i paesi, la gente, e sapevo che forse non mi sarebbe ricapitata più una simile occasione; e poi, anche se avessi potuto rifarlo, non avrei avuto mai la stessa luce, la stessa alba o tramonto, la stessa situazione, lo stesso incontro con la fauna selvatica, lo stesso essere al momento giusto nel posto giusto. E sapevo che, se non avessi avuto la possibilità di poter “cogliere l’attimo”, ne sarei stato profondamente deluso e amareggiato. E così sono partito con la reflex, due obiettivi, un cavalletto e tutto il resto…e sono tornato con circa 4500 foto, a cui sto ancora lavorando.

Qualcosa di emozionante però già si può vedere su youtube: https://www.youtube.com/watch?v=TOChjSbf7UM&t=63s. Ed è solo un assaggio!

A livello naturalistico, che è quello che ci interessa un po’ di più, quali sono stati i momenti più entusiasmanti di Wandering Italia?

Umm, difficile dirlo, ce ne sono stati tanti. Per quanto riguarda i luoghi, beh, ho ricordi bellissimi dell’Abruzzo tutto, del Gran Sasso, del Lago di Campotosto; poi i luoghi del terremoto, sicuramente non belli per la distruzione che ho visto, ma sicuramente quelli più importanti a livello emozionale, per la gente che ho incontrato; poi ricordo una fantastica alba a Colfiorito, l’Abetone, l’alta via dei monti liguri e il mare…le Alpi. Guarda, difficile dirlo perché anche i posti meno suggestivi, se vogliamo, a livello fotografico, alla fine sono legati ad emozioni importanti e quindi a ricordi belli. Dopo un po’ che cammini, da solo, ti accorgi di essere ancor più ricettivo verso la Natura che ti circonda, la senti dentro, sei parte di essa…e vedi meraviglie ovunque.

Per quanto riguarda gli animali, invece, ne ho visti tanti: volpi, caprioli, cervi, rapaci…ho avuto un paio di incontri ravvicinati con dei cinghiali che non sono stati molto piacevoli, ho sentito i lupi ululare di notte mentre ero in tenda, ne ho visto molte tracce, ma non sono riusciti a vederli…anche se sono sicuro che loro hanno visto me. E poi l’incontro a pochi metri con un magnifico esemplare di stambecco, l’ultimo giorno, sotto il Monviso. Ed ogni incontro mi ha riempito di gioia e gratitudine: abbiamo tanta bellezza intorno a noi, dovremmo solo prestare più attenzione a saperla cogliere.

Tu quindi sei un fotografo naturalistico, immagino. Hai detto che vivi in Svezia: com’è la Svezia da quel punto di vista?

Quel punto di vista è il motivo per cui vivo in Svezia! È semplicemente meravigliosa, eccezionale, sotto ogni aspetto: in un’unica parola posso dire che è selvaggia, anche a pochi km dai centri abitati, sembra di essere nel nulla. Ed è pieno di animali, dalle foche ai rapaci (la Svezia è uno dei luoghi europei migliori per l’avifauna, soprattutto rapaci come aquile di mare, aquile reali, aquila imperiale e poi i flussi migratori) per passare agli ungulati e arrivare all’alce, al lupo e all’orso. E dopo dieci anni sto scoprendo ancora quante meraviglie ha da offrire questo Paese, sia a livello di paesaggi che, appunto, per la possibilità di incontri ravvicinati con la wildlife. Amo la Natura, amo la Svezia per quello che sa offrire.

Dopo due anni da quella decisione, ti ritieni soddisfatto? O c’è qualcosa che cambieresti?

Non cambierei nulla, neanche il fatto di averci messo tanto a fare la scelta più azzeccata della mia vita perché evidentemente era quello il percorso da seguire per arrivare ad una scelta consapevole e matura. Adesso sono più che soddisfatto, sono realizzato personalmente e professionalmente, perché sono riuscito a fare di quello che amo il mio lavoro.

Sto scrivendo un libro su Wandering Italia, non solo per raccontare l’esperienza di per sé, ma anche, e soprattutto, per i motivi che mi hanno spinto ad affrontare una simile avventura, e spero di essere d’ispirazione per tutti quelli che, e sono tanti, hanno timori e tentennamenti nel cambiare la loro vita. Fatelo!

Poi sto lavorando come fotografo naturalistico, e ho deciso anche di offrire delle possibilità agli altri di scoprire e godere delle bellezze naturalistiche della Svezia più selvaggia: ci sono tanti appassionati di Natura e ultimamente la fotografia sta prendendo sempre più piede, così ho pensato di scovare i luoghi e i trekking migliori per foto di paesaggio e di fauna, per offrirli a tutti quei turisti che, magari, non sono interessati solo alle guide in città e ai musei. E penso che siano tanti.

E Wandering Italia?

Se lo riprendo, dici? Non lo so, sicuramente non quest’anno, più in là chissà, vedremo. Le montagne mica scappano. Comunque, ho deciso che ogni volta che torno in Italia  andrò a rivisitare i luoghi e le persone meravigliose che ho conosciuto nel cammino. E pensa, quando sotto Natale sono tornato a Castelluccio, sono riuscito perfino a vedere, e fotografare, due lupi!

Prima di chiudere, qualcosa da aggiungere? Dove possiamo seguirti?

Allora, prima di tutto grazie di questo spazio e per la possibilità di potermi raccontare. Se qualcuno volesse approfondire, a parte i due siti a cui ho già accennato, ho anche una pagina FB, inerro.land appunto, dove do aggiornamenti continui sul progetto e posto foto delle mie esperienze in natura. Date un’occhiata!

Grazie a te Manuel, ho visto le foto e sono decisamente belle. Ne condividerai qualcuna anche qui in futuro?

Senz’altro! Sarà un vero piacere!

Foto e testo di Manuel Chiacchiararelli

©Tutti i diritti relativi al testo sono riservati, proprietà di Animal Trip

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