Diari – Vita di un cercatore di bisonti a Bialowieza

AdobeStock_81090907Esistono fortunatamente sul nostro pianeta ancora luoghi dove la sensazione di vivere in un mondo sovraffollato, nevrotico e frenetico non si percepisce. Uno di questi è la foresta primordiale di Bialowieza.

Mi chiamo João Ferro e vivo proprio qui. Sono una guida naturalistica e soprattutto un bison tracker, un cercatore di bisonti in questo luogo fuori dal mondo che conoscete.

Chiudete gli occhi e immaginatevi la scena: è inverno, il vento soffia non ancora impetuoso ma con forza sufficiente a far sì che i numerosi strati di vestiti non vi proteggano completamente dai 25 gradi sotto zero. La neve rende ogni passo più faticoso del consueto e i suoni della stagione invernale vi avvolgono completamente. Il vento, lo scricchiolio della neve che cede sotto i pesanti stivali e i corvi alti nel cielo. Dopo alcune ore di cammino in queste condizioni, finalmente avvisti diverse scure macchie marroni lontano all’orizzonte, proprio alla fine della grande prateria ora completamente coperta da cumuli irregolari di neve, subito prima della foresta di betulle. I turisti che accompagno sono ancora lontani dall’aver capito e tu dici una sola parola: bisonti!

Incredibile! È vero! Come hai fatto a individuarli? Sono ancora difficili da distinguere anche con il binocolo! – ti chiedono con stupore e ammirazione. Invece per un bison tracker è semplice: in inverno i bisonti, come molti altri animali, hanno la tendenza a raggrupparsi  in branchi numerosi in punti favorevoli, dove possono avere un efficace controllo dei predatori e contemporaneamente lo strato di neve è più sottile in modo da raggiungere facilmente l’erba ancora commestibile sotto la coltre. Questo significa generalmente zone elevate o esposte al vento, senza ostacoli che si frappongano alla vista. Ma non è sufficiente, bisogna prestare attenzione ai dettagli, i dettagli sono tutto: la luminosità della neve è differente dove ci sono grossi branchi di animali e la prova definitiva della loro presenza è il vapore acqueo che producono respirando. Non ci sono aree termali in questa regione della Polonia, quando si scorgono basse nuvole di vapore acqueo, solo grandi mammifero possono produrle. E a Bialowieza questo significa una cosa solamente: bisonti!

AdobeStock_75908545Il passo successivo è avvicinarsi mantenendo sempre una distanza di sicurezza, per non disturbare gli animali e garantire condizioni di sicurezza ai turisti, ma allo stesso tempo permettendo loro di scattare grandi foto. Così ci dirigiamo verso una piccola macchia di betulle che si trova a poche centinaia di metri dal branco ma sufficientemente vicina per aver un’ottima visuale. La zona scelta per il nostro appostamento presenta altre condizioni ideali: è in pieno sole, così i bisonti non possono vederci, infastiditi dalla luce, e il contrasto tra noi e la vegetazione è minimo. Inoltre le condizioni di luce sono favorevoli alle foto, garantendo un’ottima esposizione.

Ogni specie animale ha una sua differente strategia di sopravvivenza, in base all’habitat, al clima, ai predatori, alla pressione antropica e alla necessità di reperire cibo, a seconda delle differenti stagioni. Non conoscere i dettagli rende la ricerca degli animali nella natura selvaggia unicamente legata alla fortuna. Non è il mio caso, io sono un bison tracker, un “cercatore” professionista, e anche oggi ho trovato quello che cercavo.

Benvenuti nella mia vita, in un tempo che non esiste più nel folle mondo pieno di confusione in cui vive oggi la maggior parte degli uomini, un mondo inquinato, cementificato e pieno di rumori e luci artificiali. Nel mondo in cui ho scelto di vivere, qui nella foresta di Bialowieza, invece non ci sono uomini, l’aria è pulita, la terra è viva, gli odori sono solo quelli delle piante e degli animali. Qui la Natura è ancora viva, come è dall’inizio dei tempi e sarà in futuro.

Testo di João Ferro

©Tutti i diritti relativi a testo e immagini sono riservati, proprietà di Animal Trip

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2 commenti

    • Si straordinaria, noi lo abbiamo incontrato e possiamo garantire che, come si suol dire, “è una storia vera”! 🙂
      Per correttezza segnaliamo che le fotografie (scattate in ogni caso a Bialowieza) sono state acquistate sul web. Infatti Joao non scatta foto. Ci ha detto: “non voglio perdermi il momento pensando alla macchina fotografica”. Certo, un vero peccato visto il luogo in cui vive ma anche una posizione decisamente interessante che gli amanti delle foto naturalistiche come noi a volte dovrebbero considerare! Molte volte in medio stat virtus.

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