A piedi nella foresta primordiale. Intervista a Joao Ferro, guida del Bialowieza National Park

Chi meglio di una guida ufficiale del Parco Nazionale di Bialowieza ci può raccontare cosa rappresenti in Europa questa foresta ancestrale che si nasconde tra Polonia e Bielorussia e perché visitarla sia un’esperienza unica e irripetibile altrove? Nessuno, crediamo.
Ecco perché, dopo averne messo alla prova le conoscenze (gli abbiamo fatto mille domande, finché non ci ha zittito per tentare di avvistare qualche animale) e le capacità atletiche (ci ha accompagnato per diverse ore di cammino), abbiamo deciso di intervistarlo per voi. QUI il link al reportage del nostro viaggio.

Ciao João, per iniziare puoi raccontarci la tua esperienza: come tu sia finito a vivere in Polonia, cosa significhi per te essere una guida ufficiale del Parco Nazionale di Bialowieza e quale percorso tu abbia seguito per diventarlo?

Ciao a tutti, da quando per la prima volta ho sentito parlare di Bialowieza e di bisonti europei selvatici – avevo 9 o 10 anni – il mio sogno è stato visitare questa incredibile foresta. Molti, molti anni sono poi passati da allora, ma alla fine 7 anni fa ce l’ho fatta! Sono immediatamente rimasto affascinato dalla foresta, dalla fauna selvatica e … da una donna in particolare, una donna meravigliosa che ora è la mia compagna di vita. 
Ho continuato così a tornare a Bialowieza per 2 anni appena mi era possibile, finché ho deciso che sarebbe stato il posto ideale per me, un habitat perfetto: selvaggio e vasto abbastanza per poter vivere come desideravo.
Ho lasciato il mio precedente lavoro e iniziato il percorso per diventare una guida ufficiale del Parco Nazionale di Bialowieza e un membro attivo dell’associazione polacca di guide naturalistiche. Ci sono voluti 3 anni (3 anni spesi tra procedure burocratiche e autorizzazioni del Ministero dell’Ambiente… e da parte mia vissuti con determinazione e grande pazienza). Ma un giorno ho ricevuto una telefonata alle 10 del mattino dalla mia ragazza, nella quale mi diceva che avevo solo pochi giorni per fare l’esame. Naturalmente ho preso il più velocemente possibile un volo da Varsavia, dove vivevo in quel momento, per Bialowieza. E ce l’ho fatta! Oggi sono una guida ufficialmente riconosciuta dal Parco Nazionale di Bialowieza. Dopo avere sostenuto anche un esame di inglese (una novità per l’ente gestore del Parco che ben sottolinea il desiderio di aprirsi al turismo continentale), il Parco mi ha proposto all’associazione di guide locali… e così ho iniziato orgogliosamente a farne parte. Ne sono veramente fiero, vivo questa come una missione.
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Tu risiedi tutto l’anno a Bielowieza e conseguentemente vivi le stagioni della foresta, i suoi cicli, i colori, gli odori… dicci almeno un motivo per visitare il parco in ognuna delle quattro stagioni.

La foresta è sempre incredibile. In primavera c’è l’arrivo sorprendente e sempre inaspettato degli uccelli migratori, l’esplosione di milioni di fiori, colori e profumi. La magica sinfonia del canto degli uccelli senza sosta, tutto il giorno e la notte. Un’immagine paradisiaca!
In estate invece un mare di clorofilla, il verde senza fine, la sensazione tropicale, le tempeste e le tranquille giornate calde … e un milione di uccelli visibili.
In autunno l’esplosione cromatica degli alberi, l’atmosfera da fiaba, la nebbia, la stagione degli amori dei cervi e il loro costante canto, i funghi e i bisonti, tanto più visibili nelle praterie dagli avvolgenti colori autunnali. Qualcosa di difficile anche solo da immaginare… la mia stagione preferita, senza dubbio.
In inverno, la pace, l’introspezione, la durezza del clima e della natura, la tranquillità bianca e poi… branchi di lupi che ululano e enormi mandrie di bisonti nella neve (sembra di essere tornati nelle grotte di Lascaux 20000 anni fa!).
A tuo avviso, però, c’è una stagione migliore per visitare il parco?

Tutte le stagioni sono ottime per visitare Bialowieza, forse potendo scegliere eviterei l’estate per il forte turismo.

Abbiamo apprezzato enormemente a Bialowieza la varietà della flora, le rugose querce, i tigli e gli ontani millenari, le distese di aglio orsino, i numerosissimi funghi dalle stravaganti forme ma… noi amiamo soprattutto gli animali e il parco racchiude anche da questo punto di vista una biodiversità incredibile.
Raccontaci le tue più affascinanti esperienze in merito: quali sono stati gli incontri più affascinanti? Hai potuto “flaggare” tutti gli animali presenti nella check list del parco o te ne manca ancora qualcuno? Cosa trovi ancora emozionante?

Vivere nella natura selvaggia ogni giorno dell’anno è più che semplicemente emozionante, è una fonte di gioia che si rinnova, è un indescrivibile senso di comunione, è la verità, la natura, è Dio.
 Sì, ho visto tutti gli animali della check list, dai bisonti alle linci, dai diversi picchi alle cicogne nere.
 E’ affascinante pensare che non sai mai cosa potrai incontrare… lupi, castori, forse alci? Ognuno di loro mi ha fatto vivere momenti di bellezza unica. Ma in particolare sento sempre una gioia incredibile quando le gru arrivano in primavera con i loro canti, messaggeri di giorni più caldi.

Quali animali sono più semplici da avvistare nelle diverse stagioni? Puoi consigliarci qualche hotspot all’interno del parco?

Solo gli alberi sono facili da vedere, non si muovono e non si nascondono da noi… ma vi assicuro che anche solo per la flora vale la pena venire a Bialowieza.
Quanto alla fauna, posso suggerire in primavera le paludi intorno a Topilo per vedere cicogne nere e gru. In estate le paludi del fiume Narew nel nord per castori e uccelli canori. In autunno le praterie intorno del villaggio di Bialowieza per vedere i cervi e in inverno il prato di Kosi Most, dove sostano i bisonti.
Ci puoi dare qualche consiglio di comportamento e di attrezzatura per ottimizzare le possibilità di avvistamento?

Ci vuole moltissima pazienza, mai avere fretta nella natura. Poi occhi aperti per i dettagli, orecchie attente ai minimi suoni, fiuto per tutti gli odori della foresta. Bisogna essere discreti, ben equipaggiati per la stagione selezionata (in inverno può fare freddissimo!) e godersi l’esperienza. Non fare una lista di animali da avvistare e viverla in modo paranoico. Gli avvistamenti più soddisfacenti arrivano quando non li stai inseguendo!

webIMG_6227Il parco nazionale di Bialowieza è celebre soprattutto per i bisonti europei, però ospita anche molti temibili carnivori come linci, lupi, volpi. Sono così difficili da incontrare (noi ne abbiamo viste le tracce, gli escrementi, i ciuffi di pelo tra la vegetazione ma nulla più)? Hai mai avuto paura o ti sei trovato in situazioni difficili?

Per me l’unica creatura temibile è l’uomo, soprattutto i politici, non gli animali. Se si ha la fortuna di vedere un predatore, bisogna semplicemente godersi il momento, che potrebbe durare solo pochi attimi.
Non abbiate paura degli animali, ma grande rispetto. Mai avvicinarsi troppo, mai disturbarli. Io do loro sempre la possibilità e lo spazio per allontanarsi tranquillamente, non cerco mai il contatto. Trovo infantile e stupidamente pericoloso cercare di toccare un animale selvatico o avvicinarsi troppo per scattare una foto da pochi metri di distanza. Seguendo queste regole, non mi è mai successo nulla in tanti anni. Le uniche esperienze negative le ho vissute a causa di comportamenti sbagliati di turisti a cui facevo da guida… ma per fortuna solo in rari casi e senza conseguenze troppo gravi… e mai per colpa di un animale, il cui avvistamento è solo fonte di gioia e talora di eccitazione vera e propria.
Il Parco Nazionale di Bialowieza è considerato anche un vero e proprio paradiso per il birdwatching. Puoi raccontare ai nostri amici birdwatchers quali “rarità” è possibile avvistare e in quali periodi dell’anno?

La varietà dell’avifauna a Bialowieza è indescrivibile, abbiamo quasi 300 specie di uccelli nidificanti qui. Posso citare in dettaglio il picchio dorsobianco (Dendrocopos leucotos), il picchio tridattilo (Picoides tridactylus), la cicogna nera (Ciconia nigra), l’aquila anatraia minore (Clanga pomarina), l’aquila di mare (Haliaeetus albicilla), l’aquila reale (Aquila chrysaetos), la gru eurasiatica (Grus grus), la civetta nana (Glaucidium passerinum). Tutti visibili tutto l’anno, con l’eccezione degli uccelli migratori che possono essere avvistati solo in primavera o estate.

Sempre per quanto concerne l’avifauna, Bialowieza occupa un posto particolare anche come area di tutela di alcuni rapaci, in particolare della rara aquila anatraia minore. Ci puoi spiegare in cosa consista questo progetto? Qual è il periodo migliore per avvistare questo rapace?

E’ vero, l’aquila anatraia minore (Clanga pomarina) ha uno status speciale nel parco, perché qui si trova una delle più significative aree riproduttive in Europa. Così una grande parte della foresta di Bialowieza è sotto la protezione speciale della rete Natura 2000. Molte aree aperte sono mantenute tali appositamente dall’Unione Europea per proteggere questa specie specifica. Naturalmente ne traggono beneficio anche le altre specie.
Il periodo migliore per vedere questo uccello è durante le calde giornate estive, quando le correnti d’aria ascendenti si formano sulle praterie.

Ti lasciamo andare… ma prima trova un ultimo motivo per convincere i pochi lettori che ancora non hanno pensato di visitare la foresta di Bialowieza a venire fino al confine polacco con la Bielorussia.

Per vedere l’unica foresta vergine presente nelle pianure dell’Europa temperata e un ecosistema forestale ancora in pieno funzionamento, con tutta la sua biodiversità, la vita e la morte, i suoi drammi e la sua bellezza. Un luogo quasi immutato da 7000 anni, una finestra sul passato e sul futuro, un posto per capire più a fondo la vita, sentire la vita e sentirsi vivi!

E’ stato un piacere sentirvi e spero di vedervi tutti presto ancora qui a Bialowieza!
 Un forte abbraccio, João Ferro

Contatti del parco nazionale di Bialowieza: Park Palacowy 11, 17-230 Bialowieza, tel/fax +48 856829700, email: bpn@bpn.com.pl, sito: http://www.bnp.com.pl

Prof. Gip. Barbatus

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