Sogni di birdwatching: i 7 avvistamenti della vita in Italia

In uno straordinario momento dell’anno per gli amanti italiani del birdwatching (come non ricordare il primo avvistamento documentato sul suolo italico, avvenuto nel Parco nazionale dell’Aspromonte, di una averla mascherata (Lanius nubicus) o la presenza del per noi rarissimo piro piro fulvo (Tryngites subruficollis) in provincia di Livorno?), abbiamo lasciato galoppare senza freni la nostra fantasia, sognando avvistamenti incredibili nella natura selvaggia, audaci spedizioni coronate da successi clamorosi (e, esagerando ancora, fotografie meravigliose), e ci siamo così chiesti quali siano i 7 uccelli che desidereremmo di più osservare, liberi, in Italia.

Naturalmente questa classifica è del tutto personale e siamo ben consapevoli del fatto che per i veri birdwatchers l’avvistamento più significativo è sempre quello che manca nella propria check-list, aggiornata in modo scrupolosissimo ad ogni nuova “cattura”. Noi invece – lo confessiamo con occhi pieni di vergogna – abbiamo delle preferenze, non siamo così democratici, amiamo alcuni membri dell’avifauna della penisola più di altri. Perché? Per carisma, per fascino, per motivi personali… chissà.

Ma non perdiamo altro tempo e diamo inizio al countdown.

7 Gufo di palude (Asio flammeus)

Gufo dalle abitudini piuttosto particolari, nidificante al suolo in zone cespugliose o presso marcite, è prevalentemente diurno e crepuscolare. Facilmente riconoscibile a causa dei tratti molto particolari che lo distinguono, in primis la faccia chiara con mascherina scura che incornicia gialli occhi penetranti, piuttosto diffuso al sud, è segnalato in crescita nella nostra penisola, anche in alcune aree rurali della pianura padana. E noi proprio qui speriamo di riuscire ad avvistarlo!

6 Picchio muraiolo (Tichodroma muraria)

Questo piccolo uccello, unica specie del genere Tichodroma, è piuttosto diffuso negli ambienti montani eurasiatici ma ciò non intacca minimamente il suo fascino, dovuto in parte anche alla elegante colorazione: corpo grigio, coda nera bordata di bianco, ali nere con macchie circolari bianche e ampia zona centrale rosso carminio. Sembra una grossa farfalla o un fiore tra le rocce. Se a questo aggiungiamo le difficoltà di avvistamento legate agli ambienti scoscesi e rocciosi in cui nidifica e che frequenta abitualmente, i pazienti sforzi che bisogna sostenere per seguirne i rapidi spostamenti, la fugacità degli incontri, non ci stupiamo che sia stato inserito – unico tra i nidificanti in Europa – tra i 50 uccelli top nel mondo da una nota rivista di birdwatching inglese.

5 Tarabuso (Botaurus stellaris)

Anche solo per il suo affascinante nome scientifico (dal latino bos, bue, e taurus, toro, a causa dell’inconfondibile “muggito” che emette) meriterebbe un posto nella nostra top seven. Ma c’è di più. L’airone stellato, il signore dei canneti, apparentemente goffo ma spesso invisibile tra le canne per le sue incredibili doti di mimetismo, in particolare quando assume la posizione tipica con la testa in verticale, ha una lunga storia di superstizioni alle spalle: il suo richiamo cavernoso si pensava fosse foriero di sventure e di morte. Eppure oggi è preda molto ambita di noi birdwatchers e, per quanto non così raro, soprattutto nell’Italia settentrionale durante i mesi invernali, a noi di Animal Trip è sempre sfuggito.

4 Avvoltoio monaco (Aegypius monachus)

Già molto raro, è in costante declino in tutta Europa e in Italia ormai una leggenda più che una presenza (anche se apprendiamo dall’ultimo numero di Quaderni di birdwatching – EBN Italia di un avvistamento a marzo ad Arenzano!). Le minime speranze di incontrare questo enorme uccello sono affidate alle poche coppie nidificanti in Francia… che speriamo possano fare un’escursione anche da noi!

3 Capovaccaio (Neophron percnopterus)

Ancora un avvoltoio? Ebbene sì! Ammettiamo il nostro amore incondizionato per questo genere di uccelli! Il più piccolo degli avvoltoi europei questa volta. Il suo piumaggio bianco che contrasta con le remiganti nere e il “volto” nudo lo rendono impossibile da non identificare. Purtroppo anche in questo caso la situazione sta diventando drammatica e il declino della specie in Italia appare inarrestabile (purtroppo, diversamente dal caso del gipeto, i programmi di reintroduzione non hanno visto successi significativi). Ne sopravvivono allo stato libero pochissime coppie nidificanti, tra Sicilia e Basilicata. Della più famosa di queste, la coppia di Gallichio Vetere, abbiamo già parlato e la Basilicata è una delle prossime mete che ci siamo prefissati… l’appuntamento con il capovaccaio è solo rimandato!
2 Gallo cedrone (Tetrao urugallus)

Il re dei tetraonidi, impossibile da non riconoscere in particolar modo per quanto riguarda il maschio adulto nel suo piumaggio scuro, con sfumature color ruggine, macchie bianche, membrana perioculare rossa e becco bianco corneo. Ahimè, un tempo diffuso sull’arco alpino, oggi invece gli incontri sono molto meno frequenti, per non dire rari. Praticamente estinto sulle Alpi occidentali, resiste ancora tra Veneto, Trentino Alto-Adige e Friuli ma il suo areale è in costante diminuzione. Bisogna cercarlo nei boschi di montagna, tra i 1200 e i 1700 metri, tra alberi ad alto fusto. Qui nella stagione degli amori danza ubriaco di passione in arene per conquistare le femmine, uno spettacolo imperdibile. Qualcuno dice che nel Parco del Monte Baldo…

1 Gipeto (Gypaetus barbatus)

L’avvoltoio barbuto – a causa delle sue lunghe vibrisse – o avvoltoio degli agnelli (quante infondate malignità hanno contribuito a creare la triste nomea che ancora oggi lo accompagna!) è il più grosso avvoltoio nidificante in Europa. Cacciato senza pietà e avvelenato con letali esche, era completamente estinto in Italia. Oggi grazie ad alcuni fortunati programmi di reintroduzione non è più impossibile avvistare la sua maestosa figura dalle ali lunghe e strette e dalla coda cuneiforme in volo sulle nostre montagne, ad esempio nel Parco Nazionale del Gran Paradiso o nel Parco Nazionale dello Stelvio. Noi ci abbiamo provato effettuando il Giro del Confinale ma non abbiamo avuto fortuna… riproveremo senza dubbi.

Adesso… fateci sapere quali sono i vostri lifers, gli avvistamenti di una vita in Italia!

Prof. Gip. Barbatus – Foto di apertura tratta da Wikipedia (in Common Creative Licence)

©Tutti i diritti relativi al testo sono riservati, proprietà di Animal Trip

 

 

 

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