Guerre di mantidi

Tutti conosciamo almeno di nome le mantidi – molto meno le empuse, piuttosto simili a queste – ma generalmente la nostra mente corre alla sola Mantis religiosa, la mantide europea, il cui nome deriva dal greco “mantis”, cioè profetaindovino, e fa riferimento alla postura delle zampe anteriori. La mantide religiosa, oltre che per la sua straordinaria eleganza e per le dimensioni tutt’altro che trascurabili – le femmine, decisamente più grandi, possono raggiungere anche gli 8 cm mentre i maschi raramente superano i 5/6 cm – è rinomata anche per il cannibalismo post-nuziale: la femmina, dopo essersi accoppiata, o anche durante l’atto, divora il maschio partendo dalla testa mentre gli organi genitali proseguono nell’accoppiamento. Tutto vero!

Un bellissimo esemplare di mantide religiosa, qui in una particolare colorazione tendente al giallo (lo spettro di colori è piuttosto ampio, dal verde intenso al marrone)

Ma la Mantis religiosa non è la sola mantide diffusa nel nostro Paese, in cui sono presenti e autoctone un’altra dozzina di specie, di taglia inferiore, diffuse in aree specifiche e decisamente elusive (molto recente ad esempio è la scoperta di una nuova specie in Sardegna, un vero paradiso per le mantidi, la mantide nana Ameles serpentiscauda).

In foto un esemplare di mantide nana europea o mantide di Spallanzani (Ameles spallanzania), foto scattata in Toscana dall’autore dell’articolo

L’equilibrio tra le diverse mantidi nazionali non ha mai mostrato particolari antagonismi – per quanto il campo di indagine sia di difficile studio – finché qualcosa negli ultimi anni è cambiato, soprattutto per la regina, la mantide religiosa.

Nel 2011 infatti c’è stato in una isoletta sarda il primo avvistamento confermato – probabilmente dalla Spagna – di un’altra specie di mantide di grandi dimensioni: la mantide gigante africana (Sphodromantis viridis), divenuta poi presenza stabile in Sardegna. Negli stessi anni nei Balcani si è affacciata un’altra mantide gigante, la mantide gigante asiatica (Hierodula tenuidentata). Passata dai Balcani alle isole greche, è comparsa in Italia nel 2016 e oggi è ben documentata nella bassa Pianura Padana. Quasi contemporaneamente è comparsa in Europa, prima in Provenza nel 2013 ed in Italia nel 2015, la mantide gigante indocinese (Hierodula patellifera), ora diffusa in quasi tutto il nord Italia.

Un esemplare di Hierodula tenuidentata

Un esemplare di Hierodula patellifera, più piccola di dimensioni della tenuidentata

Cosa succederà? Quali dinamiche di competizione si innescheranno? Cosa attende soprattutto la mantide religiosa? Forse una guerra tra mantidi giganti?

Partiamo dal riconoscimento, almeno tra Mantis religiosa e Hierodula tenuidentata, potenzialmente le due principali antagoniste. La mantide religiosa, autoctona, è più slanciata, presenta tibie arancioni, una evidente macchia nera o bianca e nera a forma d’occhio nella parte interna delle zampe anteriori, ali uniformemente verdi, senza macchie. Diversamente, la alloctona mantide gigante asiatica è più robusta, non ha la macchia interna alle zampe e presenta alcune leggere tracce bianche sulle ali.

La Hierodula tenuidentata potrebbe essere un pericolo per la biodiversità autoctona perché di grosse dimensioni e grandi abilità predatorie. Se a questo aggiungiamo il suo essere particolarmente prolifica (si stima che da una singola ooteca possano nascere oltre 200 ninfe, il doppio di quelle che nascono da una ooteca di mantide religiosa) e l’attrazione “fatale” per i maschi di mantide religiosa… forse abbiamo un problema.

Una mantide religiosa depone le uova nella ooteca (lo spettacolo dell’uscita delle piccole ninfe dalla ooteca è incredibile)

Hai visto una mantide “aliena”? Contatta il Progetto Mantidi Aliene, aiuta la conservazione della biodiversità italiana!

Prof. Gip. Barbatus

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