Diari – Incrociare lo sguardo magnetico del gufo reale

Di dimensioni imponenti, enfatizzate ancor più dal denso piumaggio rigonfio, con ciuffi auricolari lunghi e cospicui, con grandi occhi con iride rosso arancio… nessun dubbio, parliamo proprio di lui, il più grande dei gufi, sua maestà il gufo reale (Bubo bubo). Purtroppo il re della notte è difficile da osservare in natura in Italia, per la distribuzione frammentata e molto localizzata, per quanto sia ancora presente sulle Alpi e lungo gli Appennini. E allora, in attesa di una segnalazione fortunata o di un incontro magico sul suolo patrio, godiamoci i meravigliosi scatti dell’amico Manuel dalla lontana Svezia!

Quando mi arriva la notifica quasi non ci credo e ci metto un po’ a realizzare, prima, e decidere cosa fare, poi: sono nel mezzo della foresta a seguire un branco di cervi nel periodo degli amori, sento i loro bramiti vicinissimi come mai nei giorni passati; ma adesso la nuova opportunità̀ sembra ancora più̀ ghiotta. E non posso proprio lasciarmela scappare.

Sgattaiolo fuori dal bosco cercando di non fare rumore per non “bruciarmi”il nascondiglio per i giorni a venire; mi tolgo in fretta il travestimento mimetico e corro verso la macchina, mentre già̀ controllo sul cellulare il percorso più̀ breve per attraversare questo bel pezzo di Scania. Poco dopo, mentre fatico a guidare cercando di rispettare i limiti, devo lottare con il dubbio di aver fatto la scelta giusta oppure no, mentre già̀ cresce la paura di tornare a casa con nulla tra le mani.

Quando arrivo, dopo un viaggio che oggi è sembrato interminabile, le macchine parcheggiate di alcuni amici fotografi mi ridonano la speranza: se ci sono loro, deve esserci ancora anche lui.

Non ci metto molto a trovarli in questo piccolo lembo di bosco di pino rosso a ridosso del mare, da cui proviene l’eco delle onde e un forte odore di salsedine; in silenzio ci salutiamo con un gesto della mano, mentre sui loro volti posso leggere la gioia e la meraviglia di chi sta ammirando qualcosa di straordinario. Seguo la direzione dei loro teleobiettivi e, finalmente, eccolo qui.

Avevo già̀ avvistato più̀ volte il gufo reale (Bubo bubo), che in primavera è solito nidificare sulla parete rocciosa di una cava alle porte di Malmö dove rimane fino al completo svezzamento dei piccoli, ma sempre da notevole distanza, circa trecento metri; trovarlo qui, adesso, a davvero solo pochi passi da me, è qualcosa di assolutamente indescrivibile: un sogno che diventa realtà̀.

Come quasi tutte le altre specie della famiglia degli Strigidi, anche il gufo reale, così chiamato perché́ è appunto il più̀ grande tra i gufi, è solito essere attivo di notte e passare quasi tutta la giornata a sonnecchiare; così, come per i miei incontri con il gufo comune o con l’allocco, non mi resta che armarmi di santa pazienza e sperare che succeda qualcosache si muova e che, magari, mi conceda la possibilità̀ di catturare quello sguardo magnetico, sicuramente la sua caratteristica più affascinante.

Rimaniamo tutti in silenzio, immobili, con il fiato sospeso, mentre il gufo continua a dormire; io cerco la posizione più̀ comoda per affrontare le prossime ore in attesa di riuscire a immortalare l’evento e di non lasciarmi scappare nulla di quel poco che succederà̀.
È un lavoro snervante, ore ed ore passate a guardare nel live-view della mia reflex che intanto continua a filmare. Finalmente si muove, apre gli occhi, ci guarda accigliato e circospetto; poi, come se si sentisse comunque al sicuro, inizia a pulirsi minuziosamente ogni strato del suo meraviglioso piumaggio. Gli altri fotografi scattano a raffica, mentre io mi assicuro di riprendere al meglio la scena. Quando si ferma per tornare a sonnecchiare, sono sì felice del risultato già̀ ottenuto, ma so anche che sono solo a metà del mio lavoro: se sono riuscito a fare qualche video (guarda qui il video!), adesso devo sperare di riuscire a scattare anche qualche foto. Per fortuna devo dire che il gufo ha facilitato molto il mio compito, diventando sempre più̀ attivo a mano a mano che il giorno iniziava a volgere verso il tramonto, dandomi la possibilità̀ di raccogliere davvero tanto materiale. Quando poi ho finito le tre batterie e riempito due schede di memoria, mi sono potuto finalmente godere, oramai da solo, tutta la meraviglia di quest’incontro: io e il gufo reale, a due passi, a guardarci dritti negli occhi.

PS.
La fotografia, e i video, sono sì importanti per me, ma come spesso ripeto sono soltanto il mezzo e mai il fine. Ecco perché́ sono tornato nei giorni seguenti, a volte volutamente senza attrezzatura, solo per poter godere delle meraviglie della Natura dal di dentro, come se ne fossi parte integrante. Con tanta ammirazione e tanto rispetto.

Il gufo reale è rimasto ancora qualche giorno poi, quando è diventato troppo famoso, ha deciso di muovere a luoghi più̀ solitari. Devo comunque dire che, nonostante il continuo pellegrinaggio di tanti fotografi, appassionati e semplici curiosi, almeno in mia presenza tutti hanno dimostrato molto rispetto per l’animale, mantenendosi sempre ad una distanza d sicurezza e in doveroso silenzio.

Come dovrebbe essere, sempre.

Per tutti gli animaltrippers che desiderano vivere questa o altre esperienze di birdwatching and wildlife in Scania, potete contattare Manuel sulla sua pagina FB, su Instagram o sul sito Inerro.land

Foto e testo di Manuel Chiacchiararelli

©Tutti i diritti relativi al testo sono riservati, proprietà di Animal Trip

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