Interviste – "Paesaggi Bestiali", il nuovo libro fotografico di Marco Colombo

– Da dove nasce l’idea, l’esigenza di una nuova pubblicazione?

Un giorno l’editore del mio libro precedente mi ha chiamato e mi ha detto che “I tesori del fiume” era pressoché esaurito, e che c’era la possibilità di farne uno nuovo. Perchè no? Così è nato “Paesaggi bestiali”, un connubio tra le mie foto migliori degli ultimi anni e dei testi che parlano di conservazione della natura.

– Di cosa si tratta? 

Il lavoro include immagini ambientate, cioè fotografie degli animali ritratti nel loro ambiente naturale, ovviamente in libertà in Italia. Non molti ritratti ravvicinati, più fotografie da lontano, in contesti interessanti o con luci particolari. Poiché il libro parla del rapporto tra gli animali e il paesaggio, e dell’importanza della conservazione degli ambienti naturali, era coerente fare delle immagini che raccontassero la cosa. 

Una delle eccezioni è la copertina, un muflone di spalle, mentre nevica, perchè l’animale sta guardando il paesaggio che andrà ad influenzare con la sua presenza; inoltre è una specie dalla doppia valenza, endemica e minacciata in Sardegna e Corsica, invasiva e in competizione con gli ungulati autoctoni nel resto della penisola. 

– Che soggetti hai ritratto e perché?

Il libro è diviso in diversi capitoli:

1) Un’espansione bestiale, dove si parla degli animali che hanno subito un incremento demografico negli ultimi decenni, soprattutto a causa dell’abbandono della montagna e del regime di protezione, come lupo appenninico, gatto selvatico, martora e picchio nero;

2) Il declino dei fragili, dove si parla delle specie che sono invece ancora sull’orlo dell’estinzione per motivi principalmente antropici, come l’orso marsicano, il falco lanario, il capovaccaio e l’aquila del Bonelli;

3) La portanza dei minimi, dove si parla degli effetti a cascata, dei fili invisibili che legano gli ecosistemi, e di quegli animali normalmente inclusi nella “fauna minore” che in realtà sorreggono interi habitat, come ragni, scorpioni, vipere, gamberi e pesci;

4) La democratizzazione della bellezza, dove si parla dell’inurbamento della fauna, e del rapporto tra conservazione e social network (rivelare punti sensibili online, etc.), con immagini di ghiri in letargo nei camini abbandonati, geotritoni in mulini in disuso, volpi che si avvicinano a sciatori;

5) Paesaggi futuri, dove si parla dei grandi problemi trasversali, come inquinamento da plastica, cambiamenti climatici e specie invasive. 

Ho cercato di dare un quadro complessivo e rappresentativo dello stato di conservazione della fauna in Italia. 

– Con quale “approccio etico” hai realizzato il lavoro?

E’ difficile parlare di etica, è un argomento molto complesso. Preferisco cercare di comportarmi il meglio possibile (tutti hanno un impatto, bisogna solo capire quali paletti non varcare) e di dare informazioni corrette al pubblico per istruire e arginare i danni. Diciamo che in un mondo fotografico in cui vanno di moda gli sfuocati selettivi (spesso fatti al computer), la saturazione esagerata, e l’avvicinamento a tutti i costi agli animali, un libro costituito quasi esclusivamente da immagini ambientate, con animali piccoli e lontani, è già di per sé un messaggio. Da lontano ho fatto molti dei miei incontri più belli, con animali rilassati, che si sono concessi a lungo, mostrandomi diversi comportamenti che altrimenti in un incontro vicino e fugace non avrei avuto modo di osservare. 

– Hai qualche aneddoto o curiosità?

L’incontro più emozionante durante questo lavoro è stato sicuramente quello col gatto selvatico, dall’incredibile sguardo magnetico. Un vero fantasma dei boschi, difficilissimo da vedere e da fotografare, e pensa che ho fatto la foto che compare nel libro dal finestrino dell’auto accostata. Ho pure rischiato di non farla proprio, perchè non credevo ai miei occhi e stavo lì a guardare! 

– Hai qualche luogo da consigliare per delle escursioni?

Non ho luoghi particolari da consigliare, posso dire che in Italia abbiamo aree incredibili e una possibilità di incontro con gli animali come mai prima d’ora. L’importante è comportarsi bene, rispettare i regolamenti dei Parchi e farsi accompagnare da guide del posto per favorire le economie locali, e alimentare il feedback positivo della conservazione.

– Nel libro c’è anche un racconto di campo, è vero?

Sì, oltre ai testi scientifici redatti sulla base della più recente bibliografia, ho scritto anche un racconto di campo che fa da collante tra i vari capitoli.

E’ ambientato in Liguria, nei pressi del famoso castagno di Carpasio, dove i partigiani trovarono rifugio durante la Guerra. A parte il fascino subito da bambino per il posto, la scelta non è casuale: la maggior parte dei fenomeni “bestiali” descritti nel libro è indissolubilmente legata a quelli socio-economici dell’uomo, le sorti di umani e animali sono collegate strettamente ed inequivocabilmente. Inoltre il castagno è stato portato dai Romani, e ora soffre per gli inverni più miti, che causano maggiori quantità di parassiti e incendi durante tutto l’anno. Nella storia non succede granché (so che non è una grande pubblicità!) ma il finale è a sorpresa… 

– Concludendo, qual è il messaggio profondo del libro? 

Si può riassumere con una citazione dell’astronauta Paolo Nespoli, che ho messo nel libro e che in un’intervista ha dichiarato: 

“Nello spazio, a quattrocento chilometri di distanza, la Terra è un piccolo
pianeta tra i tanti dell’Universo. Dal cielo si comprende che noi umani
abbiamo un eccessivo impatto ambientale sul nostro pianeta. La nostra
Terra appare senza frontiere. In pochi minuti attraversiamo tutta l’Europa.
Sarebbe importante che gli abitanti del nostro pianeta iniziassero a
pensare come una comunità collettiva, che condivide un destino comune.
Dal punto di vista ambientale la Terra è soggetta a fenomeni naturali
che si influenzano reciprocamente, senza frontiere, in modo continuo”. E,
in un’altra, ha aggiunto: “É come se uno andasse a vedere un quadro e
lo potesse guardare solo mettendo il naso [vicino]… dicendo «guarda, un
dentino, un pelino…». Vuoi vedere il quadro? Devi tirarti indietro, devi vederlo
così [da lontano]”.

Specifiche tecniche del libro:

COLOMBO, M. 2019. Paesaggi bestiali. Pubblinova Negri Editore, 104 pp.

22,5×30 cm, copertina rigida, sovraccoperta opaca, 104 pagine su raffinata carta ruvida Arctic Paper che lo fanno sembrare un volume di disegni, 66 foto a colori, testi scientifici redatti sulla base della più recente bibliografia

Per sfogliare un’anteprima online ed acquistarlo: http://www.calosoma.it

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