Scatti preziosi dallo Tsavo. Viaggio tra i “mangiatori di uomini” – Fotoracconto

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Con queste meravigliose foto scattate nel Parco nazionale keniano dello Tsavo, iniziamo una nuova rubrica, quella dei Fotoracconti, dedicati più ai fotografi naturalistici che amano raccontare attraverso le sole immagini che non a chi preferisce giocare con le parole. In particolare, in questo caso, Valerio Ferraro, professionista specializzato in fotografia naturalistica (Blog – pagina Fb:  mail: info@fotografianaturalistica.net), ci regala alcuni emozionanti istanti da lui vissuti alla ricerca della foto perfetta nel parco orientale dello Tsavo (il Parco nazionale dello Tsavo è infatti diviso in due vaste aree indipendenti, Tsavo Est e Tsavo Ovest, separate dalla strada che va da Nairobi a Mombasa e dalla attigua ferrovia). Ci troviamo in agosto, le grandi piogge sono terminate da qualche settimana ma già l’aridità dei luoghi sta ritornando regina e presto le fonti d’acqua diventeranno sempre meno e gli animali dovranno lottare quotidianamente per non soccombere. La terra rossa, la famosa terra rossa dello Tsavo che tutto avvolge, animali e vegetazione, implacabilmente impregna anche la pelle e gli abiti di chi vuole scattare. Nelle enormi distese di savana si ha la continua sensazione di perdersi, di non riuscire più ad orientarsi e anche la “caccia fotografica” non garantisce nessun risultato sicuro ma offre enormi potenzialità.

Tra la ricca fauna presente, due sono le “prede” più ambite: gli elefanti “rossi”, dal colore della terra di cui si ricoprono, e i temibili leoni dello Tsavo, dalla criniera poco folta e dalla terrificante fama di mangiatori di uomini (la loro sinistra nomea risale alla fine dell’Ottocento quando due enormi leoni uccisero e sbranarono decine di lavoratori della allora nascente ferrovia; l’incredibile vicenda è raccontata, seppure in modo piuttosto romanzesco, da John Henry Patterson, l’ingegnere capo britannico che sovrintendeva i lavori, nel suo libro The Man-Eaters of Tsavo and Other East African Adventures e poi ha dato vita alla celebre pellicola cinematografica “Spiriti nelle tenebre” (The Ghost and the Darkness) del 1996. Qui un link ad un articolo del National Geographic che ci spiega decisamente meglio la vicenda e i suoi retroscena.

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