Avvistamenti inaspettati: la ghiandaia marina in provincia di Varese

Abbiamo chiesto a Roberto Aletti, un amico del G.I.O., di parlarci di qualche osservazione particolare e rara di avifauna in provincia di Varese. Tra eventi più o meno clamorosi (sapete che recentemente, per la prima volta, è stata avvistata in provincia un’aquila imperiale?) ha deciso di raccontarci la storia di un avvistamento cercato da tempi e finalmente conquistato.

In anni passati ho spesso cercato la ghiandaia marina(Coracias garrulus), un migratore solitario con un piumaggio dai colori bellissimi, senza alcun risultato, durante dei periodi di vacanza estiva in alcune zone della Toscana in ambienti di tipo mediterraneo (in particolare pinete litoranee), tra i preferiti per questa specie.

ghiandaia 1Ricordo una volta, molti anni fa, mi era stata indicata la località precisa e l’albero dove in una cavità aveva in precedenza nidificato. Trovai l’albero caduto al suolo in seguito ad un violento temporale e nessuna ghiandaia marina presente.
In anni recenti invece ho avuto modo di osservare più volte qualche individuo a fine primavera o estate in una zona collinare situata tra le province di Alessandria e Pavia, ma non mi era mai capitato di osservarla in provincia di Varese.
Lo scorso mese di maggio, però, in seguito alla segnalazione della presenza di un individuo nella brughiera nel Parco Lombardo della Valle del Ticino, nei pressi di Lonate Pozzolo, mi sono recato in quella zona con l’amico Luca, come me appassionato di birdwatching, per tentare l’osservazione.
E l’abbiamo trovata, nei pressi di una zona aperta con bassa vegetazione, mentre posata su un piccolo arbusto scrutava il terreno sottostante in cerca di possibili prede.
Non ci siamo stancati di osservare per oltre due ore i colori di questo uccello, il capo e il collo di un colore azzurro-verde chiaro; dorso e scapolari sfumati in una tonalità castano chiara; le copritrici delle ali blu intenso e azzurro chiaro creano durante il volo un notevole contrasto con le remiganti scure della parte superiore e inferiore dell’ala; timoniere esterne azzurre con una zona scura nella parte centrale della coda, petto e ventre turchese.
L’individuo era abbastanza confidente e durante l’osservazione cambiava frequentemente posatoio, preferendo la sommità di un palo conficcato nel terreno, scendendo spesso al suolo per catturare degli insetti.

Il cibo di cui si nutriva era abbondante e l’ambiente favorevole, si è quindi sperato in una sosta non breve e nella possibilità di una eventuale nidificazione in zone adiacenti a quel territorio, ma purtroppo nei giorni successivi alcune altre persone che si sono recate sul posto non hanno avuto più modo di riscontrare la presenza di questo splendido uccello.

Non ci resta che augurare buon viaggio a questo uccello arcobaleno … e speriamo presto in un nuovo ritorno!

Approfondimenti

In provincia di Varese, nella seconda metà del secolo scorso (Bianchi et al. 1973), la ghiandaia marina viene definita di passo regolare ma molto scarso e regolarmente nidificante; intorno agli anni ‘60 viene segnalata da alcuni guardiacaccia l’avvenuta nidificazione nei buchi dei muri di alcuni frutteti.

Nel secolo attuale (Aletti & Carabella, 2015) (Aletti, 2016) viene assegnata per la nostra provincia e per questa specie la fenologia di “migratore/nidificante storico” per l’assenza di conferme relative alla nidificazione (mancano anche dati di nidificazione possibile o probabile), la frequenza delle osservazione è rara e la media delle segnalazioni di presenza nel periodo 2010-2016 è di una sola osservazione/anno, quasi esclusivamente nei mesi di maggio, luglio e agosto in particolare in alcuni territori situati nei comuni di Ferno, Cardano al Campo, Lonate Pozzolo, Cairate, con una sola osservazione in Palude Brabbia agli inizi degli anni 2000.

La Ghiandaia marina appartiene all’ordine dei Coraciformi, famiglia Coracidi, la sottospecie nominale è presente nel Nord Africa, Europa, Asia Minore e sverna in Sud Africa.

In passato aveva una maggior diffusione in Europa, ora ha uno status di conservazione sfavorevole, in particolare per la perdita di ambienti idonei alla nidificazione.

In Italia è presente la sottospecie nominale, durante il periodo migratorio e estivo risulta maggiormente diffusa nelle zone costiere, in Toscana, Emilia Romagna, Veneto, Lazio, Basilicata, Puglia, più scarsamente nelle altre regioni centro-meridionali e nelle isole, mentre un numero crescente di presenze è stato riscontrato in questi ultimi anni in alcune regioni settentrionali, con particolare riferimento ad alcune località.

La specie è migratrice diurna su lunga distanza, nidifica normalmente in cavità di alberi o fessure di ruderi e frequenta ambienti boschivi (in particolare querce e conifere) circondati da spazi aperti, si posa spesso sui fili della corrente elettrica o del telefono.

La popolazione nazionale è stimata in 300-500 coppie, trend in decremento con fluttuazione locale e recente colonizzazione della Pianura Padana centro-orientale (Brichetti & Fracasso, 2007).

Non ci resta che sperare in alcuni progetti di studio e conservazione, alcuni in atto da tempo anche con la posa di nidi artificiali, per una positiva ripresa di questa meravigliosa specie.

Foto e testo Roberto AlettiGruppo Insubrico di Ornitologia per Animal Trip

BIBLIOGRAFIA
Aletti R., 2016 – Lista degli Uccelli della provincia di Varese aggiornata al 2016, https://gruppoinsubrico.com/hotspot-e-avifauna/
Aletti R. , Carabella M. (a cura di), 2015 – “Check–list degli uccelli della provincia di Varese – Lista completa commentata e illustrata”, Quaderni del Gruppo Insubrico di Ornitologia, 2/2015.
Bianchi E., Martire L., Bianchi A., 1973 – “Gli uccelli della provincia di Varese (Lombardia)”, Estratto da Riv. Ital. Orn., Editrice Succ. Fusi, Pavia.
Brichetti P., Fracasso G., 2007, Ornitologia Italiana. Vol. IV, Apodidae-Prunellidae, Oasi Alberto Perdisa Editore, Bologna.

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