Apologia della foresta e del jazz. Come trovare gli animali nel bosco

Ecco quel che succede quando chiediamo ad un appassionato di musica di scrivere per noi…

_DSC8476Di tutti i luoghi dove poter incontrare un animale selvatico, il bosco è certo il più indicato per definizione (le bestie stanno nel bosco da che mondo e mondo); ma è certo anche il più impegnativo in cui operare questa passione dell’osservazione della natura. Un bosco, che sia più o meno fitto, è un bosco ed è dunque stracolmo di piante, alberi, rami, buche in cui nascondersi, zone d’ombra e via dicendo. Non è un campo aperto, non è una piana dove lo sguardo si perde, non è un oceano immenso e nemmeno un ampio deserto o un pendio scosceso da osservare; è un bosco e il bosco sa nascondere molto bene i suoi abitanti. A dirla tutta, è l’ambiente ideale per riuscire nell’intento di non vedere assolutamente nulla; ma il bosco va compreso.

Il senso più utilizzato dall’essere umano, che è la vista, trova qui un infinito numero di ostacoli che si frappongono tra lei e il suo obiettivo. Se escludiamo l’olfatto (anche se a volte un animale in calore può lasciare una bella scia odorosa), il gusto e il tatto, che a poco ci servono in questi ambienti, l’unica soluzione rimane l’udito. Non per carpire l’ululato di un lupo o il bramito di un cervo (udibili a km di distanza) ma soprattutto per i suoni più  vicini e discreti. web_DSC8784Il bosco, se è ascoltato, è un’esplosione di suoni, un’orchestra di sinfonie dodecafoniche che marciano insieme, superandosi e confondendosi. Il canto dei passeriformi, lo scricchiolio dei rami al vento e il picchiettare del picchio si sovrappongono e si mescolano. Il rumore delle foglie ci inganna ma può anche venirci in aiuto; come distinguere i movimenti scomposti della lucertola o la ricerca nervosa del merlo dall’incedere felpato della volpe o dal passo a scatti del capriolo?

La risposta è nell’esercizio e nell’esperienza. Non ci sono scorciatoie.

C’è una sottile differenza nella gamma sonora, un ritmo differente che appartiene ad ogni animale, che va scoperto, seguito, studiato. L’udito è il primo senso che può riconoscere nel bosco una presenza e guidare lo sguardo in una data direzione alla ricerca di un palco, una coda, una zanna o un becco attraverso il labirinto di arbusti e rami. Ci vogliono orecchie allenate come nel jazz.

Nel jazz per godere bene dell’ascolto di suoni e melodie complesse bisogna allenare le orecchie. Ascoltare l’insieme imparando a distinguerne le sfumature, separare le voci dei diversi strumenti (piano, contrabbasso, batteria, fiati…) per poi seguirne le evoluzioni; è questo il segreto; ecco, segreti e magia, anche queste cose ci servono per affrontare il viaggio.

_DSC8642Star dietro a un assolo quello possono farlo tutti, è facile, chiaro e distinto; ma diciamocelo, quasi mai, un animale farà un solo passo in presenza dell’essere più pericoloso per la sua incolumità. Se non eccessivamente disturbati, lo scoiattolo o il tasso procederanno piuttosto come gregari; nessun assolo per il batterista ma solo un tappeto sonoro per capire cosa fare e quando. Perché qualcosa ad un certo punto il batterista lo farà; lì nelle retrovie del palco ci si sente soli e, prima o poi, se attendiamo con pazienza, e gli lasciamo lo spazio, il batterista cederà alla tentazione di sfoggiare la sua abilità. Si, se comprendiamo il jazz possiamo capire il bosco; ci vogliono pazienza, esercizio, conoscenza del linguaggio e orecchie allenate.

E, anche noi, del resto, procederemo così, da gregari per avvicinarci il più possibile, muovendoci delicatamente e fermandoci di frequente ad ascoltare quello che fanno gli altri componenti del gruppo intorno a noi;  gli abitanti del bosco sono musicisti curiosi, abituati ai suoni goffi e invadenti dell’uomo; se non ci comporteremo da prima donna o da direttore d’orchestra saranno proprio loro ad affacciarsi per sbirciare chi è il nuovo componente della big band che si muove sullo spartito con tale cautela. In punta di piedi potremo aspettare il momento dell’esibizione e assaporarla appieno.

Ad ognuno i suoi spazi durante il concerto.

J.D.Caracal per Animal Trip

Foto di Ale Zoc

©Tutti i diritti relativi a testo e immagini sono riservati, proprietà di Animal Trip

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2 commenti

  1. Grazie per le dritte, anche se purtroppo……
    1) il fattore più importante e determinante è essere il primo umano a passare di lì quel giorno.
    2) quando ci si mette la sfiga, è possibile trovare un cerco in mezzo alla strada mentre si sta passando con una moto anche piuttosto chiassosa (proprio questo sabato sera)

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