Maremma, ancora Maremma, sempre Maremma. Torniamo con l’amico Marco Brandi in questo angolo meraviglioso di Toscana che ogni anno sa sorprendere anche i birdwatchers più esperti (qui potete godervi le rarità incontrate lo scorso anno).
Il primo avvistamento degno di attenzione è stato un graditissimo ritorno: il nibbio bianco (Elanus caeruleus). Era stato la star assoluta dell’inverno 2022/2023 e, seppur per un periodo molto più breve, ha confermato ancora una volta il suo ruolo di primo attore. Il nibbio bianco, talvolta definito “africano”, è un piccolo rapace in fase di rapida espansione in
Europa. Inizialmente lo si poteva incontrare talvolta solo nella Penisola Iberica ma, grazie ai cambiamenti climatici e all’aumento delle aree agricole (suo habitat preferito), sta colonizzando progressivamente diverse aree dell’Europa centrale e meridionale. La speranza è che possa diventare un ospite fisso!

Una sorprendente novità invece la seconda rarità, niente meno che una femmina di moretta codona (Clangula hyemalis).

Apparsa improvvisamente un mattino dopo una forte burrasca, come un’ospite inatteso ha piacevolmente sorpreso i frequentatori del territorio maremmano. Unico membro vivente del suo genere, Clangula, è un’abitante del grande Nord. Decisamente inusuale incontrare quest’anatra tuffatrice di medie dimensioni alle nostre latitudini! Bellissima (per dovere di cronaca, il maschio è decisamente più spettacolare della femmina), è considerata una specie vulnerabile dalla IUCN.
Può bastare? Ancora no! Perché tra il folto stormo di gru svernanti come ogni anno in Maremma, qualcuno ha notato un individuo chiaro, troppo chiaro: una gru cenerina leucistica (Grus grus)! Nello scatto qui sotto potete apprezzare la differenza di colore.

Erano almeno 10 anni che in Maremma non era segnalata una gru leucistica (il leucismo nelle gru è molto raro). Ricordiamo che leucismo non è albinismo: sono entrambe anomalie genetiche che causano colorazione bianca, ma differiscono radicalmente: l’albinismo è l’assenza totale di melanina (occhi rossi), mentre il leucismo è una riduzione parziale del pigmento che lascia occhi colorati e pelle/peli chiari o maculati. Entrambi derivano da difetti genetici, spesso recessivi.

Che dire? Speriamo tornino tutti l’anno prossimo!
Testo e foto di Marco Brandi, fotografo naturalista, presidente di Maremma Pro Natura OdV
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