Al cospetto del ghiacciaio del Gran Paradiso: il trekking dell’Alpe Money

Voglia di natura, di fauna selvatica… voglia di un animaltrip! Perché allora non scegliere il Parco Nazionale del Gran Paradiso? In assoluto uno dei parchi più ricchi di fauna in Italia, insieme al Parco Nazionale d’Abruzzo e Molise, dove gli incontri con gli animali nel loro habitat sono piuttosto frequenti. Valutiamo diverse mete e decidiamo per Cogne e la Valnontey (con la speranza di rimandare solo a settembre il Colle del Nivolet, quando sarà possibile osservare anche il piviere tortolino (Charadrius morinellus), perché, nonostante in linea d’aria le due mete non siano lontane, per accedere al Nivolet si deve entrare dal versante piemontese). Cerchiamo un trekking che coniughi spettacolarità del paesaggio e possibilità di incontri, ideale ci sembra il trekking ad anello dell’Alpe Money. Gli animal target saranno i protagonisti della fauna alpina, sicuramente stambecchi, camosci e marmotte, ma con la speranza di incontrare i grandi rapaci, l’aquila reale (Aquila chrysaetos) e soprattutto sua maestà il gipeto (Gypaetus barbatus), il gigantesco avvoltoio degli agnelli, da anni nidificante in Valnontey.

Lo sviluppo della Valnontey dal punto di vista privilegiato della salita che conduce all’Alpe Money

L’anello del Money è una lunga escursione (circa 16 km complessivi) con partenza da Valnontey sul sentiero n. 22, indicata come E sulla scala di difficoltà. Si percorre inizialmente tutto il Vallone di Vermiana, passando dal suggestivo villaggio di Valmianaz (1729 mslm), sino al bivio sulla sinistra segnato come sentiero 22c per l’Alpe Money. Partiamo e subito, molto in alto nel cielo, insieme ad alcuni gracchi alpini (Pyrrhocorax graculus), scorgiamo volteggiare una coppia di aquile reali.

Una delle due aquile reali in volo nei cieli della Valnontey

Maestose ma lontane, speriamo di poterle apprezzare più da vicino. Nei pressi di Valmaniaz, tra gli alberi e la bassa e fitta vegetazione, ecco finalmente i primi incontri ravvicinati! Alcuni camosci alpini (Rupicapra rupicapra), molto confidenti, alcune marmotte (Marmota marmota) e diversi uccelli che sfrecciano tra i rami.

Un confidente camoscio ci osserva mentre mangia un fiore

Riconosciamo alcuni fanelli (Linaria cannabina) e scorgiamo un nido di cesene (Turdus pilaris) che la madre con grande aggressività difende dalla presenza preoccupante di alcuni corvi neri (Corvus frugilegus).

Discussioni tra fanelli

La scena si ripete diverse volte, per non disturbare decidiamo di allontanarci rapidamente. Iniziamo così una salita piuttosto faticosa ma non difficile.

Mamma cesena imbocca i pulli

Dopo circa 1ora e 30 tra larici e ontani, in cui non scorgiamo presenze animali se non il veloce fuggire di alcuni uccelli di taglia media, si esce allo scoperto (siamo a circa 2050 mslm) e si arriva al cosiddetto “salto del mulo”, un piccolissimo tratto esposto dove c’è una fune a cui tenersi utile se il terreno è bagnato (il passaggio è comunque piuttosto agevole).

Un passaggio spettacolare

Poi si continua a salire sino ad arrivare ad un tratto del sentiero esposto che ora passa su prati. Raggiunta quota 2320 m il sentiero si abbassa leggermente inserendosi nella Comba di Costaleina attraversando dei pendii erbosi e scendendo verso il torrente: dopo averlo attraversato il sentiero prosegue in un tratto di prateria alternato a pietraie. Un altro fugace camoscio e alcuni voli di gracchi alpini che disegnano figure geometriche in aria.

Gracchi alpini in volo

Dopo 2h30′ si raggiunge il bivio per il bivacco Money, per raggiungere il quale si deve salire a 2872 m: dal basso il bivacco riluce nel suo giallo metallo abbagliante sulla roccia ma raggiungerlo significherebbe allungare di almeno 1h e 20, non ci sembra la giornata giusta.

Il bivacco Money

Ci godiamo il paesaggio quando scordiamo volteggiare qualcosa sopra la cresta che domina il bivacco. Ancora una volta lontanissimo ma i colori non sembrano quelli dell’aquila. Impugniamo il binocolo ed eccolo! Elegantissimo nella sua livrea da adulto, di enormi dimensioni, con la coda a rombo: un gipeto! Ci godiamo le sue lente evoluzioni con la speranza che scenda verso di noi ma purtroppo non ci dà questa soddisfazione! È comunque una grande emozione, il primo gipeto!

Uno splendido esemplare di gipeto adulto in volo

Riprendiamo il cammino e proseguiamo sul sentiero che continua ad avvicinarsi ai casolari con leggeri saliscendi attraversando dei ruscelli, poi una piccola cascatella con poca acqua.

Le rocce bagnate d’acqua che anticipano l’arrivo all’Alpe Money

Dopo 10′ dal bivio si raggiungono i Casolari del Money a quota 2325 m (ormai abbandonati tranne uno). Magnifico il panorama sul Ghiacciaio della Tribolazione, verso cui il sentiero continua, collegandosi al sentiero che sale ai Casolari dell’Herbetet (si vedono molto bene, frontalmente sul versante opposto).

Il ghiacciaio della Tribolazione

Poi si scende e grazie ai ponti in metallo che consentono di attraversare i diversi fiumi che scendono dai ghiacciai, il sentiero continua a mantenersi facile e anche i guadi su pietre (fissate con lunghi chiodi) in questa stagione dell’anno non preoccupano. L’ultimo tratto, ancora lunghino, si percorre lungo la sinistra orografica del fiume e porta al sentiero che percorre tutto il Vallone di Vermiana sino a Valnontey.

Una marmotta tra le rocce

Fischi di marmotte e fugaci apparizioni tra le rocce, rapidi passaggi di uccelli ci accompagnano alla macchina. Ci concediamo una birra, le folkloristiche sedie ricavate da tronchi intagliati sono le più scomode mai provate… ce la siamo meritata anche stavolta.

Testo Prof. Gip. Barbatus

Foto Ale Zoc e Max Gaini

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