Nel regno dell’orso marsicano

Animal target: orso marsicano, lupo appenninico, camoscio appenninico, cervo nobile, aquila reale

Periodo: fine aprile-inizio maggio

DSCF6327Tra i numerosi endemismi italiani, nessuno per fascino supera l’orso marsicano (Ursus arctos marsicanus). Questo meraviglioso mammifero (del peso per i maschi di 100-150 kg, le femmine sono più piccole) frequenta i boschi, le praterie di alta quota e i coltivi di fondovalle, a secondo delle stagioni, dell’Italia centrale, in particolare del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Spinti dal desiderio di incontrare l’orso marsicano e per nulla intimoriti dalla distanza che ci separa dalle sue terre, decidiamo di organizzare un’uscita nel selvaggio centro Italia. Non amiamo i capanni, non amiamo le situazioni “di comodo”, vogliamo incontrare l’orso nella natura incontaminata. Per tentare questa difficile impresa abbiamo bisogno di una guida che conosca il territorio perfettamente. Non ci può bastare una guida qualunque, abbiamo bisogno della migliore. Ci muoviamo in anticipo, ci documentiamo, leggiamo recensioni, sentiamo il parere di frequentatori del parco e individuiamo il nostro uomo in Pietro Santucci di La Betulla Quality Food and Trekking. Lo contattiamo, per fortuna non ha ancora impegni, e fissiamo 2 giorni di escursioni guidate nel parco, dall’alba al tramonto, nella speranza di poter osservare la ricchissima fauna locale.

Finalmente arriva il giorno della partenza, l’entusiasmo nasconde la fatica del viaggio e dopo quasi 10 ore di macchina arriviamo. Alloggeremo a Civitella Alfedena in un appartamento, la Maison du soleil, trovato su Airbnb (a prezzo assolutamente competitivo). Pietro è proprio di Civitella Alfedena, nato e cresciuto in questo piccolo paese nel cuore del parco, diverso dalla più mondana Pescasseroli, più riservato. Lo incontriamo in serata, ci guardiamo finalmente negli occhi dopo i contatti avuti via mail e telefonicamente, e fissiamo l’orario di partenza per la mattina successiva, le 5.30. Tutti a letto dunque, domani si cammina!

_DSC5632La sveglia suona poco prima dell’alba, prepariamo le attrezzature, facciamo una spartana colazione e andiamo. Passa a prenderci Pietro, puntualissimo. Il programma della mattina prevede un primo appostamento, protetti solo da reti, in una delle piane limitrofe (non ne faremo il nome, come in altre circostanze, per tutelare la riservatezza dei luoghi e quindi degli animali dalla disturbante presenza antropica, in particolare dei troppi che non rispettano un adeguato codice etico), poi una prima escursione in quota, sulle bellissime montagne del Parco. L’appostamento trascorre nel silenzio dell’alba ma a parte qualche raganella, un paio di poiane (Buteo buteo) e le onnipresenti cornacchie grigie (Corvus cornix) non osserviamo altro. Dopo un paio d’ore decidiamo allora di salire in quota. L’escursione parte da 1200 metri, quindi il sentiero comincia ad arrampicarsi tra la vegetazione, che diventa sempre più rada. Abbiamo l’impressione di essere tra i primi a salire nella mattinata, non incontriamo nessuno per lungo tratto, se non un paio di fotografi con pesanti attrezzature che scendono. La natura è bellissima, incontaminata, voli di gracchi alpini (Pyrrhocorax graculus) e corvi imperiali (Corvus corax) accompagnano i nostri passi. Dovremmo incontrare poco più in alto, secondo Pietro, numerosi cervi e forse qualche camoscio appenninico. Noi molto ottimisticamente speriamo in qualcosa in più, in passato su questi sentieri è capitato di imbattersi anche in lupi e orsi, seppure non con la stessa frequenza con cui si possono osservare su sentieri più noti.

_DSC5520Non senza fatica, completamente sudati (il sole di fine aprile si fa sentire), giungiamo ad un bellissimo pianoro, molto aperto, un ampio prato intervallato da roccette. Ci affacciamo con cautela per non spaventare eventuali animali ma sfortunatamente, anche laddove generalmente i cervi pascolano numerosi, non si scorge la loro presenza. Cominciamo a pensare che gli animali possano essere stati spaventati (qualche sospetto lo abbiamo) e quindi siano saliti più in alto, tra le rocce che portano in cresta. Non demordiamo e decidiamo di continuare ad arrampicarci.

_DSC5498Finalmente ecco comparire una silhouette slanciata ed armoniosa che, con naturalezza, si sposta da una roccia all’altra. È il nostro primo incontro con il camoscio appenninico (Rupicapra pyrenaica ornata)! Uno degli animal target del nostro viaggio in Abruzzo (domani tenteremo, per goderne appieno, la salita al Monte Meta, uno dei paradisi del camoscio appenninico). Ancora più elegante del parente alpino, di taglia leggermente maggiore, pelo marrone e corna più lunghe, deve il suo nome, “ornata”, alla presenza di una caratteristica fascia di pelo scuro che ricopre gli occhi come una mascherina e a una macchia chiara sulla gola, accompagnata da una fascia di colore bruno lungo il collo. _DSC5449Il titolo di “camoscio più bello del mondo” di cui si fregia è davvero meritato! Poco dopo ne scorgiamo un altro esemplare e poi, molto lontano, proprio sulla cresta, un numeroso branco di cervi. Sono bellissimi, si stagliano sul cielo azzurro e ci osservano. Sembrano femmine e giovani (ai maschi sta ricrescendo il palco ma appare in questa stagione già decisamente pronunciato). Decidiamo di non salire oltre, come sempre rispettiamo la privacy degli animali. Ci spostiamo così verso il versante orientale, verso la zona wilderness interdetta al pubblico, per vedere se ci è possibile scorgere qualche altro protagonista della fauna locale. Di fronte a noi un paio di gheppi lontani si librano “in spirito santo”, la loro inconfondibile posizione._DSC5565

Stiamo per scollinare da un gruppo di rocce quando si sente un verso cavernoso, sordo, diverso da tutti gli altri. Non l’abbiamo mai sentito prima ma Pietro sì: è l’inconfondibile rugliare di un orso. Ci immobilizziamo in silenzio, ci acquattiamo ma sentiamo ugualmente un inequivocabile rumore di fuga. Proviamo ad affacciarci oltre le rocce ma non riusciamo a scorgere nulla. Che sfortuna! Probabilmente se fossimo arrivati anche solo cinque minuti più tardi l’orso sarebbe uscito sul sentiero proprio sopra di noi! La delusione è tangibile! Forse abbiamo sprecato l’unica occasione del nostro animal trip in Abruzzo per osservare in natura un orso marsicano! Niente da fare, scendiamo di qualche metro (oltre non possiamo recarci senza entrare nella restricted area), aspettiamo, proviamo a spostarci e a scrutare tra la vegetazione ma non vediamo nulla. Dopo qualche decina di minuti decidiamo di ridiscendere. Il paesaggio è così bello da cancellare la frustrazione, il sole accende le diverse tonalità del verde e del grigio. La pendenza a tratti è notevole, i passaggi tra i sassi impongono attenzione ma uno sguardo alle spalle ogni tanto lo buttiamo.

DSCF6315Ad un tratto, non lontano da una sorgente, quando ormai stiamo solo pensando a cosa mangiare tornati in paese, la voce di Pietro ci fa sobbalzare. “Eccolo! In alto sul sentiero, tutti a terra!”. In un attimo ci giriamo e ci sdraiamo sull’erba esattamente dove ci troviamo. Un orso è apparso al limitare del bosco qualche centinaio di metri più in alto di noi! Proprio dove scendendo siamo passati solo da qualche minuto.

La vista dell’orso marsicano non è particolarmente acuta, a differenza dell’olfatto e dell’udito, ciò nonostante cerchiamo di rimanere schiacciati a terra. Siamo anche controvento, speriamo che l’orso non si accorga di noi troppo presto!

_DSC5560Neanche il tempo di assaporare l’emozione di osservare il grosso animale risalire con lentezza verso una macchia di alberi (si scorgono tracce di dermatite sul posteriore destro) che ecco un secondo orso, di taglia decisamente più piccola, esce allo scoperto. Un cucciolone dell’anno prima con ogni probabilità, meno avveduto. Sicuramente non ci ha visto né sentito e infatti comodamente si gode il sole. Scattiamo tutte le fotografie possibili (abbiamo solo il 300 e siamo lontani) e nel frattempo scorgiamo un’altra ombra marrone al limitare del bosco. Sono tre gli orsi! Con ogni probabilità una madre con due cuccioloni dell’anno precedente (è troppo presto per i nuovi nati e inoltre i nostri due orsacchiottoni sono già di taglia considerevole). Il terzo orso però non si decide a mostrarsi in piena luce.

La scena dura solo qualche minuto perché improvvisamente, percepita in qualche modo la nostra presenza, il cucciolone si dà ad una goffa e ciondolante quanto efficace fuga e in pochi passi è di nuovo al coperto.

Aspettiamo ma ormai siamo bruciati, gli orsi hanno percepito la nostra presenza e cambiato itinerario.

DSCF6325Solo ora, mentre l’adrenalina scende, ci accorgiamo di esserci sdraiati su escrementi, fortunatamente secchi, di cervi e di essere stati punti da qualche insetto ma a nessuno di noi importa per nulla.

Uno dei nostri animal target è raggiunto! E nelle condizioni che osavamo solo sperare! Ricominciamo quindi a percorrere il sentiero e in una quarantina di minuti siamo alla macchina, pronti per il pranzo e soprattutto per gli itinerari del pomeriggio!

 

Prof. Gip. Barbatus

Foto di Max Gaini e Ale.Zoc

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