Fine inverno, luce radente, la vegetazione più rada offre una visuale libera, gli animali sentono la nuova stagione in arrivo. Marzo è forse il mese più sottovalutato da chi ama la natura ma è uno dei più generosi.
La neve si ritira dai fondovalle, le giornate si allungano di qualche minuto prezioso ogni mattina, e la fauna fa quello che fa sempre nei periodi di transizione: si sposta, si concentra, si fa vedere. Per chi ha occhio e pazienza, questo periodo regala avvistamenti che nei mesi affollati di turisti dell’estate diventano più rari. Ecco cinque mete italiane per questo mese, con qualcosa di specifico da cercare in ciascuna.
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1. Valsavarenche (Valle d’Aosta) — Neve, stambecchi e camosci

Il Parco Nazionale del Gran Paradiso è il regno dello stambecco alpino (*Capra ibex*), e la Valsavarenche ne è il cuore pulsante. A marzo, con la neve ancora presente sulle quote alte, i grandi maschi scendono a quote più accessibili — spesso fino a 1.500–1.800 metri — e si lasciano osservare a distanza ravvicinata senza troppa difficoltà. Non è raro vederli sul ciglio della strada che sale verso Pont.
Il camoscio (*Rupicapra rupicapra*) è altrettanto presente: i branchi femminili con i giovani dell’anno passato si muovono sui versanti soleggiati in cerca dei primi germogli mentre i maschi osano di più avvicinandosi addirittura alle case.
**Consigli pratici**
Orari migliori: l’alba e le due ore prima del tramonto sono i grandi classici per gli avvistamenti ma se la neve è ancora presente, in questa zona la “disponibilità” di piacevoli incontri dura quasi tutta la giornata
Come arrivare: da Aosta si prende la SS26 fino a Villeneuve, poi si risale la valle fino a Dégioz o Pont. Strada percorribile con auto normale fino a Pont (1.960 m), salvo nevicate recenti.
Attrezzatura: binocolo 8×42 o 10×42. Per i fotografi supertele ovviamente ma consigliamo anche un medio o addirittura un grandangolo perché se ci si muove con rispetto e cautela è possibile godersi la loro compagnia da distanze non siderali.
Abbigliamento a strati — le mattinate sono ancora molto fredde.
Accesso: il parco è gratuito e aperto in ogni periodo dell’anno (salvo allerte meteo).
QUI e QUI le nostre esperienze dirette
2. Laguna di Orbetello (Toscana) — Fenicotteri e anatre svernanti

La Riserva Naturale Laguna di Orbetello, gestita dal WWF, è uno dei siti più importanti per l’avifauna acquatica dell’Italia centrale. A marzo, prima che i migratori primaverili comincino ad arrivare in massa, la laguna ospita ancora i contingenti invernali: folaghe (*Fulica atra*) a migliaia, moriglioni (*Aythya ferina*), morette (*Aythya fuligula*), e il pezzo forte — una colonia stabile di fenicotteri rosa (*Phoenicopterus roseus*) che ha fatto di Orbetello una residenza semipermanente già da anni.
Marzo è anche il momento in cui i fenicotteri cominciano i primi rituali di corteggiamento collettivo: movimenti sincronizzati del collo, marce di gruppo, vocalizzazioni. Uno spettacolo che vale il viaggio da solo.
**Consigli pratici**
Orari migliori: tutta la giornata è buona, ma la mattina presto offre luce laterale migliore per la fotografia.
Come arrivare: Ingresso da SS Aurelia km 148.300 (corsia sud), Località Ceriolo III° Albinia-Orbetello (GR)
Attrezzatura: teleobiettivo da almeno 400mm per la fotografia. Binocolo potente essenziale.
Accesso: Dal 22 settembre al 10 maggio – Sabato, domenica e festivi
Dalle ore 9:00 alle ore 16:00 (ultimo ingresso alle ore 14:00) – Per fotografi e birdwatchers, è possibile concordare per telefono o per email, l’ingresso in autonomia e in giorni e orari diversi, con tariffe differenziate. Contatti tel. al 388 4231098
3. Foresta Umbra (Puglia) — Cervi e caprioli tra i faggi

La Foresta Umbra è un’antica riserva naturale di oltre 10.000 ettari nel cuore del Parco Nazionale del Gargano (provincia di Foggia), famosa per i suoi faggi monumentali (Patrimonio UNESCO).
È un posto che molti ignorano e che merita molto più della fama che ha. A marzo, con il bosco ancora spoglio e la luce che filtra tra i rami senza ostacoli, l’osservazione della fauna è al massimo: i cervi (*Cervus elaphus*) e i caprioli (*Capreolus capreolus*) sono visibili nelle radure nelle ore crepuscolari, e le distanze di fuga sono ancora ridotte rispetto ai mesi estivi, quando il bosco è frequentato da escursionisti e turisti.
È anche un ottimo periodo per ascoltare il picchio nero (*Dryocopus martius*): il richiamo territoriale di questa specie — una delle più grandi del genere in Europa — riecheggia tra i faggi nelle mattinate tranquille di fine inverno.
**Consigli pratici**
Orari migliori: alba per i cervi nelle radure, metà mattina per i picchi.
Come arrivare: la Foresta Umbra si raggiunge da Vieste o Mattinata seguendo le indicazioni interne al parco. La strada provinciale che la attraversa è asfaltata.
Attrezzatura: scarpe da trekking impermeabili (il suolo è ancora bagnato e fangoso), binocolo, abbigliamento mimetico o almeno in toni neutri.
Accesso: il parco è ad accesso libero. Il centro visitatori della Foresta Umbra riapre indicativamente a marzo — verificare sul sito del Parco del Gargano.
4. Delta del Po (Emilia-Romagna / Veneto) — Aironi, spatole e migratori in transito

Il Delta del Po è uno di quei posti che non smette mai di sorprendere. A marzo inizia uno dei momenti più interessanti dell’anno: i primi migratori primaverili cominciano ad attraversare il delta, sovrapponendosi agli svernanti ancora presenti. Aironi cenerini (*Ardea cinerea*), aironi bianchi maggiori (*Ardea alba*) sono presenti in numero elevato. Le spatole (*Platalea leucorodia*) a marzo cominciano ad essere visibili con regolarità, tra gli individui svernanti e i primi di ritorno, il delta è uno dei pochi posti in Italia dove è quasi garantito vederle.
Nelle valli da pesca, particolarmente Valle Bertuzzi e Valle Canneviè, le concentrazioni di anatidi in partenza verso nord possono essere spettacolari nelle prime settimane del mese.
QUI per approfondire
**Consigli pratici**
Orari migliori: alba e prime ore del mattino, soprattutto nelle valli da pesca.
Come arrivare: il delta è raggiungibile da Ferrara (lato emiliano) o da Rovigo e Chioggia (lato veneto). Il centro di Comacchio è un ottimo punto di partenza. Molte zone si esplorano in bicicletta — è quasi pianura piatta ovunque.
Attrezzatura: spotting scope consigliato per l’identificazione a distanza nelle valli aperte e/o binocolo potente, supertele. Stivali di gomma utili per i percorsi più umidi.
Accesso: il Parco del Delta del Po è ad accesso libero nella maggior parte delle aree. Alcune valli da pesca private organizzano visite guidate — cercare i contatti dei birdwatching tour locali.
5. Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise — L’orso che si sveglia

Finire con l’Abruzzo è quasi obbligatorio. Il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise ospita la popolazione di orso bruno marsicano (*Ursus arctos marsicanus*), sottospecie endemica dell’Appennino centrale. Marzo è il mese del risveglio dal letargo(meglio verso la fine del mese): i primi orsi — di solito maschi adulti — cominciano a muoversi già nelle ultime settimane del mese, scendendo a quote più basse in cerca di cibo.
Non è una certezza vedere un orso, sia chiaro. Ma le probabilità a fine marzo salgono, e le zone di Opi, Pescasseroli e la Valle del Sangro sono quelle storicamente più frequentate dagli avvistamenti. Oltre all’orso, il parco offre branchi di cervi facilmente osservabili nelle radure mattutine e, con molta fortuna, il lupo appenninico (*Canis lupus italicus*) — specialmente nelle prime ore del giorno lungo i fondovalle.
QUI il nostro bellissimo incontro con l’orso marsicano
**Consigli pratici**
ATTENZIONE: una raccomandazione che vale per tutti gli animali ma per questo gigante buono in particolare: osservare a distanza, in silenzio e senza disturbare. Il codice etico dell’animal-tripper è fondamentale.
Orari migliori: alba e tramonto, rimanendo sui percorsi ufficiali del parco. Non addentrarsi fuori sentiero.
Come arrivare: Pescasseroli è il centro del parco, raggiungibile da Avezzano (A24/A25) o dalla Campania via Alfedena. In inverno verificare le condizioni stradali.
Attrezzatura: binocolo potente (10×50 per le uscite serali), abbigliamento caldo, scarpe da montagna. Per chi vuole aumentare le probabilità di avvistamento, le uscite guidate con le guide ufficiali del parco sono la scelta migliore.
Accesso: il parco è ad accesso libero sui sentieri segnati. Il centro visitatori di Pescasseroli è aperto tutto l’anno. Le uscite con guida si prenotano direttamente tramite il sito del parco o le cooperative locali.
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Consiglio finale: prima di partire contattate sempre gli Enti Parco o affidatevi a guide locali certificate.
Marzo non aspetta — e nemmeno gli animali. Buona osservazione!
Delmiele Tasso – Foto Ale Zoc
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